Dal palco di Mirabello Fini ha stroncato l'azione del Governo. Dopo 17 anni di convivenza, in un'ora e 25 minuti di comizio il presidente della Camera ha toccato tutti i temi cari a Berlusconi. Smontandoli punto per punto. Dal "partito dell'amore" alle leggi ad personam, dal ministero dello Sviluppo economico al "dottor stranamore Ghedini". Il leader di Futuro e libertà ha difeso il ruolo del Capo dello Stato e della magistratura. Si è schierato in difesa della protesta degli agenti di Polizia e dei professori. Ha detto che il "garantismo è sacrosanto, ma non deve esserci una impunità permanente". Pur garantendo il sostegno al lodo Alfano e al legittimo impedimento, perché "occorre uno scudo per il premier", non c'è parola d'ordine del berlusconismo che non sia stata irrisa. Decretata la morte del Pdl, la guida di Fli ha dettato le condizioni: o si torna "al progetto iniziale, e si ricostruisce" o si sigla "un nuovo patto per la legislatura ma non a due gambe". Perché va bene la Lega ma "senza acquiescenza". Immediata la reazione di Maroni e Bossi. Il senatur annuncia che incontrerà il premier perché "la situazione è difficile, così non dura". Mentre il ministro dell'Interno si dice "pronto alle elezioni in pochi giorni". Intanto l'opposizione esulta come se avesse trovato un leader e i fedelissimi di Arcore si scatenano.
Un incontro tra il leader della Lega e il premier entro il primo pomeriggio per valutare se "andare avanti". Ad annunciarlo è Umberto Bossi, lasciando una festa del Carroccio in Valcuvia. "La situazione è difficile, perché è come se Fini avesse detto ?non voglio accordi con la Lega'. Anzi, peggio: ?io ce l'ho con il nord'. Se Berlusconi dava retta a me si andava a elezioni e non c'erano Fini ne Casini né la sinistra che scompariva", ha detto Bossi. Adesso "per Berlusconi la strada è molto stretta: se tutti i giorni deve andare a chiedere i voti a Fini e a Casini per far passare una legge non dura molto".
Che la Lega stia valutando la possibilità di rompere il patto siglato sul lago Maggiore e tornare ad invocare il voto anticipato l'ha ribadito anche Roberto Maroni. "Se cade la maggioranza si va al voto e il ministero dell'Interno è pronto a organizzare le elezioni in pochi giorni", ha detto in tarda serata. "Mi pare evidente che sia rinata Alleanza Nazionale, un partito che assicura gli interessi del sud più che quelli della Padania che per Fini non esiste ma per noi esiste e come", ha detto il ministro degli interni a margine della festa della lega nord a Torino. "La questione è seria bisognerà valutare nei prossimi giorni se ci sono le condizioni per andare fino alla fine della legislatura oppure no".
"Non voglio esprimere giudizi affrettati - ha aggiunto il ministro dell'Interno - saranno Berlusconi e Bossi a valutare nei prossimi giorni. Ma la questione è semplice: chi vince governa, chi perde sta all'opposizione e se cade il Governo bisogna andare a votare il più presto possibile". Maroni, proprio per questo motivo ha ricordato che quello dell'Interno è "un Ministero H24: se si dovesse andare a votare siamo pronti ad organizzare le elezioni in pochi giorni. Temo che le parole di Fini comporteranno maggiori problemi, per questo saremo pronti in pochissime settimane".
Gianfranco Fini "ha detto che non farà ribaltoni o ribaltini però ha posto questioni piuttosto complicate, cioè rinegoziare il patto di maggioranza". Una questione, secondo Maroni, che "adesso è nelle mani del presidente del Consiglio. Sarà lui a dover capire se si potrà dar seguito all'azione del Governo e arrivare a fine legislatura. Questo è il punto interrogativo", dice il ministro leghista. "La certezza è che da oggi, per volontà del presidente della Camera e di alcuni parlamentari, è rinata An con un nome diverso ma la sostanza è questa. Si vuole porre come partito che assicura gli interessi del Sud e ha aperto una questione politica dentro la maggioranza che dovrà essere affrontata nei prossimi giorni".