PESCARA - Gliel'ha chiesto subito domenica sera, un attimo e molti applausi dopo il discorso di Fini a Mirabello, davanti a un piatto di tortelli di zucca. Subito perchè non stava più nella pelle, perchè da Chieti dall'Aquila da Pescara da Teramo arrivavano sms telefonate evviva per il presidente della Camera: «Domani torno in Abruzzo, che dobbiamo fare?». Niente, dovranno stare ancora per un po' a braccia conserte i finiani abruzzesi, Adolfo Urso tira il freno a mano, «aspettiamo la risposta di Berlusconi» dice domenica sera allo scalpitante Emilio Nasuti, bisogna capire quale sarà la sua reazione cosa dirà, adesso tocca a lui e per i finiani è il tempo dell'attesa, a Roma come in Abruzzo: ma Nasuti non sta nella pelle, andrà giovedì mattina a Roma all'incontro con Fini dal quale aspetta le istruzioni per l'uso. E intanto mette in banca almeno due nuove adesioni in consiglio regionale, per il momento ancora top secret. «Ma siamo pronti, l'attimo dopo il vialibera noi costituiremo il nostro gruppo alla Regione - spiega il presidente della Commissione Bilancio - E' come se il gruppo esistesse già». Sono andati in seicento a Mirabello dall'Abruzzo, con pullman e auto private e soprattutto «col portafoglio nostro», rimarca Nasuti. Niente truppe cammellate finanziate dal partito alla maniera di Berlusconi, tanto per capirsi, bus benzina e albergo tutte spese fai-da-te.
E adesso, il giorno dopo, nella pelle ancora la febbre e l'entusiasmo, l'orgoglio dell'appartenenza e il risveglio dei valori, l'incognita Fli si appunta sulla Regione Abruzzo. E' a rischio la poltrona di assessore e di vicepresidente di Alfredo Castiglione, che già ipotizza un futuro sotto diversa etichetta ma sempre come numero due di Chiodi: «Spetterà a lui decidere ma è chiaro che Fli rimarrà nel centrodestra e appoggerà il governo», e così già da oggi il fedelissimo Castiglione si rimette alla volontà del presidente: «Fli se diventerà partito sarà comunque la terza gamba del centrodestra», e la seconda di Chiodi in Abruzzo a quanto sembra, che adesso dopo l'uscita minacciosa di Daniela Stati, ha bisogno di gambe e di stampelle. D'altronde a blandirlo c'era venuto lo stesso Urso a Pescara, «Chiodi è uno dei migliori presidenti di regione», ha detto il vice ministro in disaccordo evidente con la Stati che lo ha liquidato invece con un «aveva ragione Berlusconi, è un bel ragazzo», intendendo niente di più. In quanto all'incarico di partito e al suo ruolo di vice coordinatore del Pdl a Pescara, nonostante Fini Mirabello Urso e i tortelli, Castiglione non molla: «Come me lo hanno dato quell'incarico me lo devono togliere i tre coordinatori nazionali del Pdl, e spiegandomene le ragioni», insiste l'assessore che a Giuliante e Sospiri non la vuole dare vinta e adesso ci mancava pure che Fini si svegliava proprio adesso. Nasuti fa la spalla, «Castiglione non si tocca in quanto finiano, se lo vogliono mandare via devono motivare, devono dire che non funziona come assessore ma siccome così non è, tutto dovrebbe restare come prima». Ma la verifica è alle porte, alla metà di settembre la maggioranza dovrà sostituire la Stati, aprire la giunta a un aquilano e decidere che sorte avranno i seguaci di Fini.
Pronti ma senza il via i finiani aspettano, chi più chi meno. Tra i più sicuramente Nasuti, che da Fini ha ricevuto tre consegne: «Non si torna indietro, non siamo sul mercato, non ci vendiamo». Duri e puri, in attesa del verdetto berlusconiano.