Angelo Vassallo, 57 anni , è stato colpito vicino a casa, nella frazione di Acciaroli, mentre rientrava in auto. Nove i colpi di pistola sparati dal finestrino verso di lui. Il corpo è stato trovato dal fratello. Le prime indagini puntano sulla camorra, anche per le modalità dell'agguato
Il sindaco di Acciaroli, Angelo Vassallo, 57 anni, è stato ucciso con nove colpi di pistola alla testa e al collo nella tarda serata di ieri mentre era alla guida della sua auto, una Audi station vagon grigia, e rientrava a casa percorrendo una stradina isolata, dietro la sua abitazione.
Le indagini puntano sulla pista camorristica.
Il ritrovamento del corpo
E' stato il fratello di Angelo Vassallo a scoprire il delitto. L'uomo era stato avvertito a tarda ora dalla cognata, la moglie del sindaco, del mancato ritorno a casa del marito ed aveva cominciato a cercarlo ad Acciaroli. Poco dopo le due di notte ha avvistato l'auto del fratello sul ciglio di una strada, in località Cerza Longa, dalla quale si raggiunge la sua abitazione, che dista circa cento metri dal luogo in cui è stato trovato il cadavere.
Il sindaco ambientalista
Vassallo, sposato e padre di due figli, nel Cilento era conosciuto come il "sindaco-pescatore" per la sua attività principale. Vassallo da sempre aveva improntato la sua azione politica a difesa dell'ambiente. Era iscritto al Partito democratico anche se negli ultimi tempi aveva assunto una posizione abbastanza critica nei confronti della sinistra. Vassallo è stato più volte sindaco di Pollica nel cui territorio ricade la spiaggia di Acciaroli, rinomata per le sue acque limpide e polo di attrazione di migliaia di turisti italiani e stranieri.
Il magistrato Raffaele Marino
Raffaele Marino, già pm di punta dell'anticamorra napoletana, ora procuratore aggiunto a Torre Annunziata e in procinto di ricoprire un prestigioso incarico all'interno del Comitato direttivo della Scuola superiore della magistratura, conosceva da molto tempo il sindaco di Acciaroli. "Angelo Vassallo, il mio caro amico Angelo - dice Marino - è stato ucciso per un no di troppo. Un no pronunciato a gente che non ammette risposte negative. Un no detto in faccia alla camorra. Non ho dubbi".
Il procuratore Alfredo Greco
Il procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania, Alfredo Greco, che coordina le indagini sull'omicidio del sindaco di Pollica conosceva la vittima dell'agguato. "Negli ultimi tempi - ha detto il magistrato- era preoccupato e mi teneva costantemente informato sugli sviluppi di alcune vicende. Era un uomo che si batteva contro l'illegalità ed era sempre in prima linea. Quando accadeva qualcosa di particolare sul suo territorio, me lo segnalava".
"Ci sono molte piste da seguire - ha continuato - e per il momento non abbiamo un orientamento preciso sul possibile movente". "Non sappiamo ancora - conclude Greco - neppure se abbia agito una o più persone. Si può pensare di tutto".
Pollica sotto choc
Esercizi pubblici con le serrande abbassate, silenzio irreale, cartellini "chiuso per lutto cittadino" all'esterno di alcuni bar e ristoranti. Pollica è sotto choc. Persino le auto camminano lentamente, nella zona del porto, mentre capannelli di turisti si formano per chiedere cosa sia successo. Nessuno dal Comune ha proclamato il lutto cittadino, ma molti esercenti hanno usato questa formula per manifestare il proprio dolore sulle saracinesche abbassate.