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Pescara, 22/04/2026
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Data: 08/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Sangritana, niente fusione con Arpa e Gtm». Dal consigliere regionale Nasuti secca smentita all'allarme lanciato da Valente

LANCIANO - «La Sangritana non sarà toccata, ha una sua specificità nel trasporto su rotaia e, quindi, non ci sarà alcuna unificazione con Arpa e Gtm. La riorganizzazione dei trasporti pubblici è altra cosa». È la replica del consigliere regionale e presidente della commissione bilancio, Emilio Nasuti, al presidente di "Progetto Lanciano", Pino Valente, che aveva lanciato l'allarme circa le voci di un possibile accorpamento di Sangritana, Arpa e Gtm, con sede a Pescara o a Chieti. «Lasciamo stare questa ipotesi che non esiste - dice Nasuti - e pensiamo al futuro della Sangritana».
E, a proposito di futuro, Nasuti conferma la nostra anticipazione sul progetto della Sangritana di puntare su Bologna e su Roma. «L'azienda - dice il consigliere regionale -, come già sta facendo, deve solo impegnarsi a recuperare chilometri di ferrovia per incrementare il trasporto su rotaia, non solo per quanto riguarda le merci, ma anche per il settore passeggeri. In questa ottica, si sta lavorando per collegare l'Abruzzo con Roma e con Bologna con i treni della Sangritana, offrendo tra l'altro un grosso contributo positivo sul fronte ambientale».
In realtà, in favore della Sangritana c'è la nuova "filosofia" di Trenitalia, che è quella di coprire soprattutto, e in tempi rapidi, le lunghe percorrenze e affidare ad altri gestori le tratte medie. L'Eurostar, ad esempio, come di recente ha ricordato il presidente della Sangritana, Pasquale Di Nardo, in Abruzzo ha abolito le fermate di Vasto e Giulianova, penalizzando non poco il nostro territorio. La Sangritana può colmare questo "vuoto" con treni in partenza proprio da Vasto e con fermate, oltre che a Pescara, anche a Ortona e Giulianova e arrivo a Bologna in meno di quattro ore. Il problema più difficile da affrontare è quello dell'orario: trovare un orario "buono" che non imponga fermate per dare precedenze, non è facile e proprio su questo fronte si sta lavorando.
Nasuti pone anche il "caso Fiera". «Non è possibile -dice - che il Cda della Fiera da tre mesi non si riunisca, mentre si avvicinano altre manifestazioni. Le polemiche sulle nuove nomine non possono riguardare la vita dell'Ente, che è al di sopra di tutto. Quella di Lanciano deve sempre più porsi come Fiera regionale e nazionale, ma se il Cda non si riunisce non si può andare avanti, c'è anzi il rischio di fare passi indietro. Se si sta tre mesi fermi, ne risente tutta l'organizzazione e anche i dipendenti cominciano ad accusare preoccupanti disagi. Proprio in questi giorni la città di Lanciano ha ricordato, con la rievocazione storica del Mastrogiurato, le sue grandi fiere medioevali per le quali andava famosa in tutto il mondo. Noi dobbiamo rinverdire quei tempi, ma occorre attivismo, non certo un Cda che non si riunisce da tre mesi. Il presidente Donato Di Fonzo non può sfuggire al dovere di convocare subito il consiglio d'amministrazione della Fiera.

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