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Pescara, 22/04/2026
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Data: 08/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Disdetto il contratto dei metalmeccanici - Bonanni: «Una scelta che può cambiare in meglio le cose»

ROMA «La decisione di Federmeccanica non cambia nulla ed è la diretta conseguenza delle iniziative della Fiom per bloccare, in qualsiasi modo, accordi come quelli di Pomigliano che servono a salvaguardare il lavoro». Per il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, quello adottato dal vertice delle imprese metalmeccaniche è stato quasi un atto dovuto, un fuoco di sbarramento, agli attacchi delle "tute blu" della Cgil. Insiste Bonanni: «La decisione di Federmeccanica, anzi cambia in meglio le cose perché esaurisce prima il vecchio contratto e applica prima il nuovo...».
Be' questo dal suo punto di vista, non da quello della Fiom.
«Il fatto è che la Fiom protesta contro tutto e contro tutti. Qui non si tratta di cancellare un contratto. C'è n'è uno nuovo che è meglio di quello vecchio: porta più soldi e un sistema normativo più garantista. E soprattutto è stato firmato dalle sigle che insieme hanno più iscritti».
Il leader della Fiom, Landini, parla di strappo irresponsabile...
«Gli strappi li consuma la Fiom quando non rispetta il responso del voto a Pomigliano. E se non rispetta la volontà dei sindacati che hanno la maggioranza, non rispetta evidentemente le regole. Conosce solo le proprie regole e le proprie volontà. Secondo la Fiom noi dovremmo convivere esclusivamente con le sue imposizioni e i suoi veti, senza alcuna capacità nostra di interloquire con gli altri. La vicenda di Pomigliano è esemplare: di fronte al rischio che un'azienda chiuda, la priorità per noi è quella che essa sopravviva. Ed invece la Fiom si è fatta beffa della volontà maggioritaria espressa dal voto dei lavoratori e di quella dei sindacati con il maggior numero di iscritti».
Bonanni, lo strappo però c'è stato. L'ennesimo strappo. Pensa che la Fiom si sia messa, o sia stata messa, definitivamente fuori gioco? E, magari, rischi di andare fuori gioco anche la Cgil?
«Io spero che la Cgil rientri in partita per poter convenire, insieme agli altri, su ogni questione che possa essere necessaria a stimolare la produzione, il lavoro e il reddito dei dipendenti. Invece la Fiom non accetta alcuna decisione da parte di chicchesia».
E' pessimista od ottimista su questo possibile rientro? Sia sincero.
«Non posso pensare che la Cgil resti ancora a lungo fuori da ogni partita. Attenzione, io non parlo della Fiom ma della Cgil che ha anche alle spalle una storia di accordi. Una Cgil che, nonostante le difficoltà evidenti sulla questione contrattuale, poi ha firmato insieme a noi tutti i contratti di lavoro ad eccezione, non a caso, di quello dei metalmeccanici. In definitiva, sono ottimista sul versante Cgil».
Un ottimismo di circostanza?
«No, no. Penso che nella Cgil ci sia davvero la volontà di stare insieme a Cisl e Uil. Ero ottimista anche quando andavo dicendo che l'organizzazione di corso d'Italia avrebbe firmato con noi tutti i contratti».
La pensa così anche nei riguardi della Fiom? Sembra, infatti, che oggi siano due entità sindacali diverse.
«Ma questo non lo dico io, mi sembra che non ne abbia fatto mistero lo stesso Epifani in diverse interviste».
La Fiom comunque ha minacciato un autunno caldo. Lei crede che si vada verso uno scontro duro?
«Credo che così non sarà».

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