ROMA. «E' una decisione irresponsabile, Federmeccanica non ha saputo portare a più miti consigli la Fiat cedendo alle sue pressioni. Ci chiediamo perché stiano alimentando un conflitto che non potrà che essere duro». Giorgio Airaudo, ex responsabile della Fiom torinese, attuale segretario regionale del Piemonte e membro della segreteria nazionale delle tute blu della Cgil (diventerà responsabile del nevralgico Settore Auto) ha appena terminato di parlare all'assemblea dei 400 delegati metalmeccanici piemontesi.
Speravate che Federmeccanica rifiutasse l'invito Fiat a disdire il contratto?
«Fiat aveva minacciato che senza le deroghe sarebbe uscita dall'associazione. La cosa singolare è che noi, in questi anni, abbiamo firmato migliaia di accordi e gestito crisi aziendali sulla base delle precedenti normative che per noi restano valide. Un'accelerazione del conflitto, in questo momento, per una categoria dove gli ammortizzatori si stanno esaurendo e la ripresa appare poco solida, ci sembra che abbia un significativo politico più generale».
Federmeccanica afferma che disdice il contratto 2008 per timore delle vostre azioni legali.
«Allora il contratto 2008 esisteva ed era in vigore! E' chiaro che questa vicenda evidenzi un vulnus legale e di legittimità democratica. Non erano dunque tranquilli quando hanno firmato un anno fa un contratto separato illegittimo e mai passato al vaglio dei lavoratori. Non potevano cioè firmare un contratto quando invece ce n'era un altro in vigore».
Per voi il contratto è sempre quello del 2008?
«Assolutamente sì. Tra l'altro è un contratto firmato unitariamente e approvato dal voto dei lavoratori. Federmeccanica, oltre ad aver innescato una spirale di conflitti e deciso di contrapporsi al sindacato più forte e rappresentativo, ha creato una situazione incredibile, un caos normativo. Al quali si aggiunge la volontà di derogare un contratto quello del 2009 che è illegittimo».
Servono nuove regole per pesare la rappresentanza sindacale?
«Abbiamo presentato una proposta di legge sull'argomento. Ma si sappia che la Fiom, secondo i dati sulle Rsu riguardanti un milione di lavoratori, ha il 60% della categoria. Fim e Uilm sono netta minoranza: perché parlano a nome dei lavorarori, chi li ha delegati?».