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Pescara, 22/04/2026
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Data: 08/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi va in piazza a ottobre, contro Fini non coinvolgerà il Colle. Ma Bossi insiste: basta pantano, al voto anche a novembre

ROMA - Non più al Colle per far «spostare» Fini, come ha indicato Bossi, ma per riferire del difficile momento politico. E' questa la linea emersa dal vertice a Palazzo Grazioli, assunta da Silvio Berlusconi che pensa, per la prossima settimana di mettere ai voti la mozione sui cinque punti programmatici in Parlamento. Sarà quello il test per contare e valutare la consistenza politica della maggioranza. Se non ci sarà, il governo ne trarrà le conseguenze. Il voto, a quel punto, resta l'unica strada praticabile. Ma il premier, che ha rinviato qualsiasi decisione all'ufficio di presidenza, che si terrà oggi, punta anche a mobilitare il popolo berlusconiano con una grande manifestazione, forse in piazza Duomo, a Milano, il prossimo 6 ottobre (è possibile che possa tenersi anche tre giorni prima).
Ma per adesso, vorrebbe risolvere la presenza dei finiani nel governo, con un giro di vite contro chi ha deciso di seguire il presidente della Camera. E' allo studio un documento per fissare nuovi criteri di incompatibilità degli incarichi dei parlamentari. Il documento potrebbe essere presentato oggi. Il Cavaliere studia pure un ordine del giorno da portare in Aula per far bocciare Fini che non è «presidente super-partes». Non escluderebbe anche un suo intervento personale.
Poco prima che cominciasse il vertice che doveva esaminare il documento stilato ad Arcore, è arrivato un segnale dal Colle. A trasmetterlo direttamente a Berlusconi è stato il ministro Franco Frattini che si trovava al Quirinale durante la visita del presidente finlandese, Tarja Halonen. A quel che si sa, Frattini sarebbe stato informato da Napolitano di «sconsigliare» Berlusconi e Bossi nel recarsi al Colle con quella richiesta, perché «non ci sono strumenti costituzionali» per far dimettere Fini. E tutto il vertice ha ruotato attorno a quest'argomento. Berlusconi vorrebbe andare al Colle quanto prima (forse già in settimana) per una semplice informativa sulla gravità della situazione. Più di un presente alla riunione (Frattini, Matteoli, Vito, più i coordinatori, i capigruppo) ha invitato il premier a riflettere sull'opportunità di rappresentare una situazione senza un fatto concreto che descriva la paralisi del governo. Tutti, fanno notare, avevano ben presente che è impossibile tecnicamente avanzare le dimissioni del presidente della Camera.
Bossi spinge per andare alle elezioni subito, «per uscire dal pantano. In questi giorni sapremo cosa fare dopo aver incontrato il presidente Napolitano». Voto a novembre? «Tutto può essere, più passa il tempo, peggio è». Giuseppe Pisanu, presidente Antimafia, avverte che «non è prassi costituzionale» l'intenzione di salire al Quirinale, manifestata da Berlusconi e Bossi. Intanto, è slittata la nomina del successore di Scajola allo Sviluppo economico. Avanza il nome di Luigi Casero, sottosegretario all'Economia.


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