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Pescara, 22/04/2026
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Data: 08/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fotovoltaico e lavori-doppione. La Regione non bada a spese. Due milioni di euro per rinnovare la sede di Pescara

PESCARA - E' il business del momento, l'affare che fa gola a tanti, che in tandem con l'eolico è finito nelle carte dell'inchiesta toscana sulla P3, ed è così di moda così ecologicamente corretto così politicamente bipartisan che è difficile dire di no. Anche se Tremonti proprio adesso sul più bello ha reciso i cordoni della borsa. La Regione Abruzzo si dà al fotovoltaico, che non è l'eolico che ha fatto scandalo in Sardegna ma sempre energia rinnovabile è. E quindi business, di quelli a sei zeri. Il bando di gara viene pubblicato in piena calura estiva, l'11 agosto scorso e scade il 17 settembre, tra pochissimi giorni. 320 mila euro per la realizzazione di un impianto fotovoltaico destinato alla produzione di energia elettrica sui tetti del consiglio regionale dell'Aquila, da dividere tra progettazione e lavori.
Ci pensa adesso la Regione, pochi giorni dopo la cancellazione dei certificati verdi decisa dalla manovra di Tremonti, che si porta dietro tutta una lunga serie di penalizzazioni degli incentivi previsti a suo tempo dal Conto energia. L'appalto quindi sarà tutto a spese della Regione: 310 mila euro e rotti per i lavori, 8.622 per la progettazione, 1.231 euro per i piani di sicurezza. Si tratta, viene spiegato nel capitolato, di procedere alla rimozione e allo smaltimento del terreno «presente sulle coperture del parcheggio interno del consiglio regionale, del rifacimento dell'impermeabilizzazione e dell'installazione di impianto fotovoltaico per una potenza pari a 77,76 kilovattori». Tra pochi giorni quindi verrà estratta la busta con il nome della società che si aggiudicherà i lavori. Il bando, si spiega, sarà valido in ogni caso: l'aggiudicazione sarà fatta anche in presenza di una sola offerta valida, così stabilisce la legge. In palio 320 mila euro che nel piano triennale delle opere pubbliche diventano 408 mila, tutto compreso. Che sono soltanto una goccia nel mare.
Pensa in grande la Regione Abruzzo nonostante i conti da risanare, il buco della sanità e la ricostruzione dell'Aquila ancora da immaginare. L'impianto fotovoltaico è niente ma è strano che ci pensi una Regione in crisi di portafoglio. Il rapporto annuale sullo stato del Fotovoltaico pubblicato dall'istituto per l'energia del Joint Research centre racconta di una frenata violenta nella produzione di impianti a causa della crisi, e parallelamente di una crescita dell'80% di energie rinnovabili in Europa e in tutto il mondo. Frena la produzione, frena la domanda ma non per la Regione Abruzzo che è sommersa dai conti in rosso.
Ma quale crisi, quando si tratta di trovare sedi e rifare uffici la giunta Chiodi non bada a spese. Nel programma triennale delle opere pubbliche stanzia 80 mila euro nel 2010, altri 900 mila euro nel 2011 e 700 mila nel 2012 per lavori di adeguamento alle norme di sicurezza, prevenzione infortuni ed igiene sul lavoro negli uffici dell'Aquila e di Pescara, quasi due milioni di euro. Soldi che si sommano a quelli in programma per il 2010: 350 mila euro tra lavori di manutenzione ordinaria, illuminazione, acquisto di impianti di video sorveglianza. All'Aquila e a Pescara. Sì Pescara, negli uffici di piazza Unione costati 10 milioni di euro. Sì, proprio qui dove la giunta guidata da Gianni Chiodi con tanto di avviso pubblico sul Bura cerca una nuova sede di 20 mila metri quadri. Un'altra delibera di ferragosto approvata alla chetichella quando l'attenzione cala e la gente va al mare, nella quale la Regione si dice disposta ad affittare o ad acquistare locali per accorpare le sue sedi, e quindi abbandonare viale Bovio e piazza Unione. Sedi fatiscenti, sedi pericolanti, spiega nella delibera di ferragosto. Per le quali nel frattempo stanzia fior di denaro. Confusione, doppioni, sprechi. Sprecopoli. Ma che fa, tanto è denaro pubblico.

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