ALLARME stipendi all'Amat: i 1.919 dipendenti dell'azienda comunale che si occupa del trasporto pubblico non hanno ancora ricevuto il compenso di agosto. È la prima volta che la società paga in ritardo gli emolumenti, che in genere vengono versati il 30 del mese, e i lavoratori, dagli autisti agli ausiliari del traffico, sono in agitazione. L'azienda, che ha inviato una lettera a tutti dipendenti, assicura che gli stipendi saranno pagati entro la prossima settimana. Ma dietro il ritardo si nasconde la sofferenza di una azienda che non ha un euro in cassa e che ha debiti con le banche per oltre 50 milioni. Una azienda che fino al 2008 chiudeva il bilancio in utile e che a luglio ha invece chiuso quello 2009 con una perdita di oltre 6 milioni. Una azienda che attende dal Comune 140 milioni. «Siamo preoccupati per il futuro di Amat- dice Gaetano Bonavia della Filt Cgil- Le banche, dal tesoriere Banca Nuova a Bnl, non fanno più alcuna anticipazione e le casse sono asciutte: la società è in grado di pagare gli stipendi? E fornitori e carburante? Siamo pronti a una mobilitazione». Secondo l'azienda il ritardo nel pagamento degli stipendi di agosto è legato solo a un disguido: i 12 milioni di euro di trasferimenti regionali che trimestralmente vengono versati ad Amat sono stati accreditati in ritardo. «I soldi che prima venivano versati direttamente dalla Regione all'azienda adesso invece vengono accreditati al Comune che poi li gira a noi - spiega il presidente Mario Bellavista - I vari passaggi hanno comportato un ritardo, ma non c'è alcun allarme stipendi come abbiamo già spiegato anche ai lavoratori». Il presidente, però, non nasconde le criticità finanziarie, a partire dalla carenza di liquidità. «Dipende dai 140 milioni che attendiamo dal Comune - continua - siamo comunque in grado di pagare sia i fornitori che i dipendenti. Non possiamo però fare investimenti». L'azienda mette in strada appena 240 bus al giorno. Amat - da quando un anno fa la giunta comunale ha tagliato 10 milioni di euro dal corrispettivo - per frenare le perdite ha dovuto comprimere i servizi: a partire dal taglio dello straordinario, che per i cittadini si traduce in una riduzione delle corse. I lavoratori hanno paura. A cominciare dagli autisti che in questi giorni, con il rientro in città, avrebbero dovuto incrementare il servizio e vivono invece ore di angoscia. S. R., autista della linea 806 per Mondello, paga ogni mese la rata di un prestito: «Non avendo ancora incassato lo stipendio, ho rischiato di finire nella black-list che significa interessi per 150 euro. Vivo del mio lavoro e ho una famiglia». Anche M. B., ausiliario del traffico, è preoccupato: «Il mio stipendio è di 800 euro al mese e quello di luglio è già finito da un pezzo». Maurizio Pellegrino, consigliere del Pd, lancia l'allarme: «L'Amat rischia di diventare una nuova Amia - dice - la crisi finanziaria, causata dai mancati pagamenti del Comune,è più grave di quanto si possa immaginare». Il consigliere denuncia anche il sensibile calo di passeggeri: «Nel 2009 sono stati venduti 500 mila biglietti in meno». In crisi non è solo Amat: le aziende comunali sono bombe pronte a esplodere nelle mani dell'amministrazione incapace di far fronte alla loro richieste. Le società hanno chiesto al Comune per il 2010 un aumento del contratto di servizio oltre che il pagamento dei crediti che vantano nei confronti di Palazzo delle Aquile. Sul tavolo del ragioniere generale ci sono le richieste di aumento del budget di tutte le aziende. Budget che il Consiglio comunale avrebbe già dovuto approvaree che invece, con ogni probabilità, saranno bocciati. Il Comune infatti non può versare un euro in più alle sue partecipate, né saldare i debiti accumulati. L'Amap, invece, chiede 893 mila euro in più e un aumento del capitale di 20 milioni di euro: i costi di produzione sono aumentati del 20 per cento, le spese per gli acquisti del 32 per cento. Senza contare che la società iscrive in bilancio 51 milioni di euro di crediti ormai inesigibili: «Una voragine che viene ignorata», dice Pellegrino. Altra nota dolente la Gesip: il 30 settembre scadrà l'ennesima proroga per la società che perde un milione di euro al mese. Se l'amministrazione non troverà i fondi i duemila dipendenti saranno senza stipendio già da ottobre. Anche l'Amg chiede al Comune quasi 4 milioni, mentre Sispi, L'azienda che gestisce l'informatizzazione del municipio, chiede al socio di pagare subito i 10 milioni di debiti accumulati, altrimenti chiuderà il bilancio in perdita. L'Amia, infine, la società in amministrazione straordinaria, attende ancora dal Comune i 7 milioni di euro per adeguare il contratto di servizio. Foto: L'autoparco Autobus dell'Amat oggi non più in uso. L'azienda dei trasporti ha incontrato difficoltà nel pagamento degli stipendi ad autisti e ausiliari Anche Amia e Amg hanno chiesto un incremento degli stanziamenti