| |
|
| |
Pescara, 18/04/2026
Visitatore n. 753.252
|
|
|
|
|
|
|
09/09/2010
Il Tempo - Edizione Abruzzo
|
Bus 38, benvenuti nel Far West. Viaggio allucinante su una linea di venti fermate, da Montesilvano all'aeroporto, con controlli quasi inesistenti tra impotenza e sconcerto degli utenti |
|
Avanti, c'è posto, ma non sul 38 dove per trovare uno sgabello libero bisogna sgomitare. Questo, però, è solo l'ultimo dei problemi nei quali il malcapitato viaggiatore si imbatte. Il più grave è il caos che regna su questa linea della Gestione trasporti metropolitani. Chi utilizza quotidianamente il 38 deve sottoporsi a un calvario che ricorda da vicino la via Crucis, con l'aggravante che in questo caso le stazioni non sono 14, ma ben 20 con partenza da Montesilvano e arrivo all'aeroporto. Un pullman sul quale la rissa e l'incidente sono sempre dietro l'angolo col povero autista che nulla può fare per assenza di controlli e perché il suo primo compito è quello di rispettare gli orari. Sul 38 sale un'umanità varia ed eventuale: ambulanti africani con ampie sacche che contengono gli oggetti da vendere in spiaggia o sui marciapiedi del centro; badanti dell'Est affannate e stracariche di borse; donne con passeggini non pieghevoli che occupano il doppio dei posti; soggetti borderline sempre su di giri. E poi una pletora di adolescenti maleducati: c'è l'imbarazzo della scelta fra chi si presenta con lo stereo in spalla che spara musica ad alto volume e chi scambia il pullman per un campo di calcio. Ieri è accaduto proprio questo: due ragazzi sui 14 anni, uno autoctono e l'altro di colore, sono saliti con un pallone sotto braccio e hanno iniziato a giochicchiare lungo il corridoio. Primi mugugni da parte degli altri passeggeri, ma loro niente, hanno continuato come se nulla fosse. Anzi, l'italiano si è piazzato davanti alla porta centrale d'ingresso esibendo le sue doti di palleggio e ostacolando chi doveva salire o scendere, compresa un'anziana e appesantita signora. A questo punto, una donna di mezza età che era poco dietro non ce l'ha fatta più e l'ha apostrofato: il ragazzino l'ha guardata fra l'offeso e il meravigliato, ma quando la signora ha chiamato la Polizia, i due ragazzini si sono spaventati sul serio e hanno aspettato la prima fermata per svignarsela. L'autista ha allargato le braccia: «Che ci posso fare, sono episodi all'ordine del giorno su questa linea. Io cerco di controllare la situazione dallo specchietto, ma per prima cosa devo pensare a guidare il bus e rispettare gli orari». A garantire un minimo di ordine e di decoro dovrebbero pensare altri: «Qui i controllori non si vedono mai quando servono, - riflette amaramente un habitué del 38 - prendo questo bus da una vita e i controllori si vedono solo quando il pullman è semivuoto. E quello che ha visto non è neanche il peggio, ci pensa cosa accadrà fra un po' con la riapertura delle scuole?».
|
|
|
|
|