Forse abituato a spostarsi con una lussuosa auto di rappresentanza (già al centro di polemiche sui costi), il presidente della Gtm ignora cosa significhi muoversi con i mezzi pubblici che lui dirige dalla poltrona del suo ufficio. Se Michele Russo fosse salito almeno un volta di recente sul bus, non si limiterebbe a elencare i "numeri" della linea 38 ignorandone le profonde e inaffrontate problematiche e non si limiterebbe a parlare di questioni «fisiologiche». Di fisiologico, infatti, c'è quello che non va, cioè l'emergenza. «Cinque milioni e trecentomila chilometri percorsi ogni anno, quindicimila viaggiatori al giorno distribuiti in 166 corse: è evidente - dice Russo - che su una linea così possano capitare episodi come quello riferito da "Il Tempo", che rientra però nella "fisiologia" del trasporto pubblico». La Gtm, assicura il presidente, non rimarrà comunque sorda alle lamentele dei cittadini. «Abbiamo chiesto a questura e prefettura un supporto maggiore e ai nostri verificatori di insistere particolarmente su quelle linee che le criticità maggiori. A ottobre entreranno in funzione 35 nuovi mezzi dotati di impianto di videosorveglianza, che dovrebbe fungere da deterrente ma anche aiutare nell'identificazione di chi si rende colpevole di condotte sanzionabili. Alcuni di questi bus andranno proprio a rimpinguare il parco mezzi della 38, una linea che «presenta un riempimento medio del 65%». Ma in alcune ore della giornata e della serata usare il mezzo pubblico è davvero un'esperienza ai limiti della sopportazione, che certo non incentiva a rinunciare all'auto privata. Tutto questo in attesa che entri in funzione la filovia. «Il cantiere - conclude Russo - sta andando avanti nonostante le polemiche. Una volta completata l'opera rappresenterà un beneficio enorme per Pescara e Montesilvano». Intanto teniamoci il 38 così com'è.