TORINO. Fischi, urla, spintoni, una pioggia di banconote finte ed il lancio di un fumogeno all'indirizzo del leader della Cisl Raffaele Bonanni, abruzzese di Bomba: all'indomani della disdetta da parte di Federmeccanica del contratto nazionale, il palco della Festa nazionale del Pd, in corso a Torino, si trasforma nel teatro di una durissima contestazione. Tra dibattiti, bagni di folla e struscio da sagra paesana, la festa del partito è tornata ieri ad infiammarsi di polemica. Un altro abruzzese, l'ex segretario generale della Cisl, Franco Marini, oggi senatore del Pd, ha condannato l'episodio.
Marini ha espresso a Bonanni la sua «piena e convinta solidarietà. L'aggressione ai suoi danni», dice il senatore di San Pio delle Camere, «è un gravissimo episodio. Non si può e non si deve dare alcuna giustificazione», aggiunge Marini, a questi comportamenti squadristi e intimidatori».
L'aggressione a Bonanni arriva appena tre giorni dopo la manifestazione inscenata dai "grillini" contro il presidente del Senato Renato Schifani. Mentre, sempre ieri, alla Festa democratica di Terni, un piccolo gruppo di giovani hanno contestato brevemente il segretario della Uil, Luigi Angeletti.
Nello stand montato nella centralissima piazza Castello era in programma un dibattito pubblico tra il segretario della Cisl ed il vicesegretario del Pd Enrico Letta. Appena Bonanni ha preso la parola, alcuni spettatori seduti nelle ultime file si sono alzati intonando un coro di «vergogna, vergogna», «venduto» e altre contumelie, mostrando uno striscione sul quale si leggeva «Marchionne comanda, Bonanni obbedisce» e lanciando finte banconote da 50 euro con impressa l'effigie del leader sindacale e la scritta «Il denaro è un buon servo e un cattivo padrone».
Il gruppo di contestatori, tra i quali diversi appartenenti al centro sociale Askatasuna, ha poi iniziato a forzare il servizio d'ordine del Pd, avvicinandosi al palco. Ne è nato un parapiglia, tra urla e spintoni. Dal palco, Letta ha apostrofato i contestatori come «antidemocratici»: «Voi non avete niente a che fare con la democrazia. Siete il contrario di ciò di cui ha bisogno il Paese. Non avete niente a che vedere con noi». La tensione è culminata nel lancio di un bengala che ha sfiorato Bonanni, bruciacchiandogli il giubbotto. La studentessa che lo ha lanciato è stata poi identificata e denunciata. Soltanto a questo punto la polizia è intervenuta, arginando la contestazione. Nel parapiglia contusi due agenti. «Ci sono state assolute falle nel sistema della sicurezza da parte delle forze dell'ordine», dice Letta. «Attendiamo di sapere dal ministero quali misure di prevenzione erano state prese», aggiunge Pier Luigi Bersani.
Una netta condanna delle contestazioni è arrivata da esponenti di tutto l'arco istituzionale e dai sindacati. Tra questi, la Fiom che «esprime la più netta condanna di quanto avvenuto a Torino», dice il segretario generale Maurizio Landini. «L'episodio insieme agli incidenti che ne sono seguiti, rivela una preoccupante volontà di attaccare la libertà sindacale e di inquinare il confronto democratico», dice il presidente della Camera Gianfranco Fini. Il segretario del Pd Bersani ha telefonato a Bonanni esprimendogli solidarietà: «Si è trattato di un atto di intimidazione e di vera e propria violenza, un attacco squadrista».