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Pescara, 18/04/2026
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Data: 10/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ora anche la Sevel finisce nell'orbita dello scontro tra la Fiat e la Fiom-Cgil. - Landini: "Sevel come Melfi" (Guarda il video)

PESCARA - «Ci è stato detto che non eravamo graditi e, anche se rammaricati, ne abbiamo preso atto». Fuori dai cancelli Sevel parla Giovanni Barozzini che, col collega di Melfi Antonio Lamorte, ieri alle 15 è stato respinto alla portineria dalla sicurezza Fiat. Per loro niente assemblea sindacale benché dirigenti Fiom. Entrano solo altri 13 delegati accreditati da Fiom. L'accaduto subito verbalizzato agli agenti Digos. «Nessuna rivalsa da parte nostra - dice Barozzino - anche se è contraddittoria la posizione Fiat: ci ha vietato di lavorare ma non di fare attività sindacale». E ne fa le spese anche Vincenzo Russo, segretario nazionale della Cisal, anche lui messo alla porta.
Insomma da Pomigliano a Melfi, da Melfi ad Atessa. Anche la Sevel entra così nell'orbita dello scontro in atto tra Fiom Cgil e Fiat. L'ha segnalato ieri il segretario regionale Nicola Di Matteo; al suo fianco il numero uno della Fiom nazionale Maurizio Landini che, dopo la mattinata ad Atessa, ha fatto visita al quartier generale della Cgil a Pescara: al centro della marcia la disdetta del contratto nazionale posta sul tavolo da Federmeccanica. Presenti in Cgil anche i due operai di Melfi, licenziati e reintegrati ma solo sulla carta, Giovanni Barozzino e Antonio Lamorte. «Siamo di fronte all'ennesimo comportamento antisindacale - ha detto Landini - la Fiat si è rifiutata di applicare la sentenza di reintegro dei lavoratori e vuol pure negare la presenza in assemblea. Ciò significa che il più grande gruppo industriale sancisce che dentro i suoi stabilimenti vale la sua legge, e non quelle dello Stato».
Ma non è solo per questo che la Sevel sarebbe entrata dentro il raffreddamento in atto tra Fiom e Fiat. «La Sevel ha annunciato in bacheca, senza nessun confronto sindacale, 4 sabati di straordinari - dice Nicola Di Matteo, Fiom Abruzzo - mentre finora un minimo di rapporti c'era stato: in questo senso la Sevel entra dentro lo scontro generale di relazioni». La stoccata è anche sul fronte dell'occupazione: 1400 i precari fuorisciti nel 2009. «Di fronte a una ripresa, che significa 60-70mila furgoni in più rispetto allo scorso anno - dice Di Nicola - anzichè preoccuparsi del rientro dei precari, decide unilateralmente per gli straordinari. Anche l'indotto è bloccato». Ma la marcia della Fiom è sulla disdetta del contratto nazionale annunciata da Federmeccanica. «Pensiamo sia un grande errore cancellare il contratto, ma si pone anche un problema di democrazia - dice Landini - proponiamo a Fim e Uilm di sospendere il negoziato con Federmeccanica e rimettere la decisione al voto dei lavoratori».

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