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Pescara, 18/04/2026
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Data: 10/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Bertolaso: priorità al centro storico. Attacco a Cialente: invece delle notti bianche presenti i piani di ricostruzione al governo

La nomina di Cicchetti è stata necessaria È un grande manager che può essere utile in questa fase

L'AQUILA. L'attacco è pesante e condito di ironia: «Il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, invece di organizzare le notti bianche, dovrebbe passare le notti in bianco per preparare il piano da presentare al governo. Solo così potremmo lasciarci alle spalle questo incubo». Parole forti quelle pronunciate da Guido Bertolaso in un'intervista. Il capo della Protezione civile giudica positivamente anche la nomina di Antonio Cicchetti a nuovo vicecommissario per la ricostruzione.
RICOSTRUZIONE. «Ora che l'emergenza è finita», specifica Guido Bertolaso, «è tempo di pensare alla ricostruzione a cominciare dal centro dell'Aquila: priorità assoluta. E basta con la demagogia. Dal 10 febbraio il cerino è passato al commissario di governo, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e al sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente. Ho sempre detto che per loro sarebbe stata ancora più dura. Sono loro che hanno le responsabilità di fare i piani di intervento, i progetti, e indicare le modalità con cui si devono ricostruire palazzi e chiese».
NOMINA DI CICCHETTI. «Credo che sia necessario un nuovo commissario per la ricostruzione», è la considerazione di Bertolaso, «perché in questo momento dobbiamo tenere presente il fatto che ci sono un commissario presidente di Regione e un vice commissario sindaco dell'Aquila, che svolgono l'incarico istituzionale della ricostruzione part-time». Dichiarazione questa che non è piaciuta affatto a Chiodi (vedi altro servizio in pagina). «Nei dieci mesi in cui ho fatto il commissario», prosegue il capo della Protezione civile, «mi sono dedicato solo a quello. Della Protezione civile in Italia c'erano i miei vice che se ne occupavano, io ho trascorso tutte le mie giornate e le mie nottate all'Aquila e nei Comuni del cratere. Quindi, aggiungere una terza figura che a tempo pieno si occupi dei problemi della ricostruzione ovviamente coadiuvando il commissario Chiodi e lavorando insieme al vice comissario Cialente, non mi sembra una "deminutio" per nessuno. Mi sembra anzi un valore aggiunto che potrebbe risolvere dei problemi che ci sono. Se ascoltiamo Cialente e Chiodi, anche loro dicono che c'è qualcosa che non va. E allora gli diamo una mano con una persona che ha già dimostrato di essere autorevole, un grosso manager e in grado di lavorare in squadra come abbiamo fatto noi».
VICENDA GIUDIZIARIA. Il capo della Protezione Civile torna anche sulle sue vicende giudiziarie (l'avviso di garanzia notificatogli il 10 febbraio nell'ambito dell'inchiesta sul G8). «So di aver subìto una grave ingiustizia», spiega, «posso solo augurarmi che il tempo per ristabilire la verità dei fatti sia breve. Confido ancora molto nella magistratura e sono sereno per il futuro. Complotto? Sicuramente sono un personaggio scomodo a destra e a sinistra. Dico sempre quello che penso. E lavoro giorno e notte, se serve. È evidente, insomma, che vogliono colpire me per arrivare ancora più in alto».
IL CENTRO STORICO. Bertolaso, che ieri a Popoli ha ricevuto la cittadinanza onoraria dichiara che «siamo appena all'inizio. Voglio ricordare che il centro storico di Nocera Umbra che è stato chiuso dopo il terremoto del 1997 ed è un trentesimo del centro dell'Aquila, è in fase di riapertura oggi, dopo che sono passati più di 10 anni. Come si può pretendere che dopo 15-16 mesi il centro storico dell'Aquila sia pienamente fruibile?. All'Aquila si è fatta un'informazione parziale facendo apparire che non era stato realizzato nulla. E poi sappiamo tutti che ci sono state delle reazioni anche se assolutamente democratiche e pacifiche. Non vorrei che sulla scia di Torino anche all'Aquila le contestazioni prendessero piede, visto il momento politico che sta attraversando il Paese».
RISCHI «Anche se c'era qualche sciagurato che rideva», la chiosa di Bertolaso, «anche se c'era qualche malintenzionato che aveva progetti e disegni che sono stati individuati grazie alle intercettazioni. Nessuno di questi è riuscito a entrare nelle zone terremotate durante i primi 10 mesi. Da qui in avanti si andrà a gestire una cifra 10 volte superiore rispetto a quella gestita dalla Protezione Civile. «Bisognerà continuare a percorrere la strada percorsa fino a oggi perché ci sarà ancora più interesse, più bramosia di far affari sulla pelle dei terremotati».

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