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Pescara, 18/04/2026
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Data: 10/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pd, duello Brunetta-Bersani. Epifani: rischi di conflitto sociale. Il ministro alla sinistra: avete un'anima squadrista. La replica: sciacallo

ROMA Ad Angeletti è andata liscia da dio. Laddove 24 ore prima alla festa torinese del Pd era stata praticata la "critica del candelotto" contro il suo collega e amico Bonanni, il segretario Uil ha potuto parlare senza essere interrotto, anzi ci è scappato pure qualche battimani. «Noi non organizziamo i katanga», aveva annunciato Bersani in giornata (così veniva chiamato il servizio d'ordine del movimento studentesco di Milano), spiegando che alle feste democrat «la gente partecipa liberamente, magari anche altri partiti facessero lo stesso, noi non blindiamo le nostre feste». Ma tant'è. Per Angeletti a piazza Castello c'erano ben visibili tanti poliziotti e carabinieri, e anche il Pd ha attrezzato il suo, di servizio d'ordine, con uomini in maglietta gialla e felpa blu con su scritto "security". Festa blindata.
Ma se alla festa democrat non si sono più visti i fumogeni, ben altri candelotti, tutti politici e tutti polemici, sono continuati a volare intorno al Palazzo e dintorni. La miccia è stata rinfocolata dal ministro "incendiario" Brunetta, che rinverdendo la sua antica antipatia per tutto quanto sa di Fiom, Cgil e comunismo, ha rasoiato che «nel Pd si mantiene una componente reazionaria e squadrista», con la Cisl che si trova tra i piedi la Cgil, «un sindacato conservatore e comunista, il più reazionario d'Europa, che ha dentro la Fiom, con elementi vicini all'eversivismo». Parole destinate ovviamente a provocare polemiche e reazioni, che non si sono fatte attendere. «Puro sciacallaggio politico», «sciocchezze del solito Brunetta», «si vergogni», alcuni degli epiteti provenienti dal Pd per bocca di D'Antoni, che fu predecessore di Bonanni alla Cisl, e del solitamente mite Damiano ex ministro del Lavoro di Prodi. «Chiamate il 118», ha punzecchiato Bersani. Una dura polemica su due fronti: rispetto al Pd e alla sua supposta benevolenza rispetto agli estremisti («Ma noi siamo stati vittime di quell'assalto squadristico», ripetono al Nazareno sede del partito), e rispetto ai recenti conflitti di Pomigliano, Melfi, disdette contrattuali e dintorni. «Episodio da non sottovalutare, si inserisce in un clima di odio politico e sociale», rinfocola il ministro Sacconi. Chiamato direttamente in causa, il segretario Cgil Epifani ha replicato senza però attizzare le polemiche: «Bisogna abbassare i toni per scongiurare i rischi di conflitti sociali, in questi mesi sono state usate parole pesanti che hanno scosso i cittadini». Il capogruppo pdl Cicchitto vede «riemergere una pratica di violenza come anche i fatti di Como contro Dell'Utri dimostrano», mentre «vicino al Pd c'è un'area di estremismo in grado di inserirsi nelle sue manifestazioni». Più misurate le parole di Casini: «Il Pd è un partito serio e democratico, ma deve stare più attento ai compagni di strada», e cita Di Pietro e Grillo. «Mischia capra e cavoli», replica l'ex pm.

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