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Data: 10/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
L'esodo dei finiani dal Pdl. Fli annuncia l'arrivo di nuovi parlamentari

ROMA. Nessun parlamentare che si è iscritto a Futuro e libertà farà passi indietro ma anzi dal Pdl è in arrivo il deputato numero 36. E non sarà l'ultimo. Italo Bocchino assicura che d'ora in avanti ne arriverà «almeno uno al mese» e i finiani sono pronti a scommettere che il loro numero a Montecitorio prima della fine dell'anno raggiungerà quota 40 (per avere un'idea i deputati dell'Udc sono 38 quelli della Lega 59).
Bocchino ribadisce a Repubblica tv la linea indicata da Fini a Mirabello: nel Pdl, partito che al momento non c'è, non si torna. Anzi. Tutti i dirigenti che fanno parte di Fli e che hanno incarichi nel Pdl a livello nazionale e locale daranno le dimissioni. Decisione che arriva il giorno dopo l'ufficio di presidenza del Pdl che ha sancito l'incompatibilità tra l'adesione a Fli e gli incarichi nel partito di Berlusconi a livello locale.
A dare l'esempio è il deputato Enzo Raisi che si dimette da coordinatore Pdl della provincia di Bologna con una lettera ai coordinatori nazionali del partito Bondi, Verdini e La Russa. Ma sulla questione degli assetti interni al Pdl arriva la frenata delle "colombe" di Fli. «Non si comprende - attaccano in una nota Pasquale Viespoli, Roberto Menia e Silvano Moffa - la fretta di affrontare i problemi inerenti ai problemi interni del Pdl che certamente esistono, ma che non sono in questo momento prioritari e che andrebbero risolti senza reciproche forzature nei tempi e nei modi». Non lasceranno al momento la delegazione del Pdl a Strasburgo gli europarlamentari "finiani" (Cristiana Muscardini, Crescenzio Rivellini, Potito Salato e Salvatore Tatarella) che invece, spiega la Muscardini, continueranno a lavorare per dare maggiore incisività alla presenza italiana nel Ppe.
Prosegue poi il lavoro di costruzione del partito di Fli, mai citato nell'intervento di Fini a Mirabello, ma per il quale i finiani, si spiega, sono al lavoro sul territorio. Una forza politica, fa sapere Bocchino, che vale oggi il 7,2% secondo un sondaggio commissionato a Crespi da Generazione Italia. Nessuna intenzione, in ogni caso, da parte di Fli di fare alleanze «spurie» con il centrosinistra, un "paletto" che non vale, però, per Pier Ferdinando Casini, considerato un interlocutore per la costruzione di un nuovo centrodestra moderato.

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