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Pescara, 18/04/2026
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Data: 10/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
I finiani: in arrivo il 36° deputato. E aprono allo "scudo" per il premier. Bocchino: «Valiamo il 7,2%. Sì al processo breve se non è retroattivo»

ROMA - Fini è volato in Canada per la riunione dei presidenti dei parlamenti del G8 ma la lontananza non significa tregua. I finiani mandano segnali d'ogni genere: di sostegno al governo del Cavaliere e di critica alla Lega sfascista; un no ad alleanze «spurie» con il centro sinistra, ma un nuovo centro destra con Casini sì; fedeltà al Ppe in Europa e ritiro dei dirigenti finiani dalle cariche nel Pdl. E una bordata contro il presidente del Senato: quanto emerso «andrebbe approfondito, anche a tutela dello stesso interessato». Altro che casa di Montecarlo, ha tuonato Bocchino, sul presidente dell'altro ramo del Parlamento «è emerso qualcosa di molto più significativo della vicenda di Montecarlo».
Ma il vero messaggio dedicato a Berlusconi e Bossi lo sforna sempre Bocchino annunciando l'arrivo del 36° adepto alla Camera e spiattellando un sondaggio fresco fresco commissionato da Generazione Italia all'Osservatorio di Crespi, che dà i finiani in crescita: +1,8 punti in otto giorni, il Fli tra il 6,8 e il 7,2. Siamo solo all'inizio». «Siamo ottimisti perchè - spiega il direttore di Generazione Italia - il numero di indecisi sfiora quasi il 38%. Un dato in forte crescita. A giugno era il 25,8% mentre oggi gli indecisi sono il 37,9%. Terra di conquista per Gianfranco Fini, come dimostrato dalla rilevazione post-Mirabello e post-intervista da Mentana». Idv e Lega sarebbero in calo, il Pdl depresso a quota 30 (a gennaio era al 39), il Pd guadagna l'1,6 e arriva al 24,6%. Stabili il governo (44%) e il presidente del Consiglio (45%).
Fosse vero, la terza forza finiana avrebbe un senso aritmetico ancor più importante di quel 36° iscritto al gruppo Fli e che Bocchino ha annunciato, senza rivelarne ancora il nome. «Nel Pdl, partito che al momento non c'è, non si torna. Anzi. Tutti i dirigenti che fanno parte di Fli e che hanno incarichi nel Pdl a livello nazionale e locale daranno le dimissioni», ha spiegato Bocchino. Decisione che arriva il giorno dopo l'ufficio di presidenza del Pdl che ha sancito l'incompatibilità tra l'adesione a Fli e gli incarichi nel partito a livello locale. A dare l'esempio è il deputato Enzo Raisi che si è dimesso da coordinatore Pdl della provincia di Bologna con una lettera ai coordinatori nazionali del partito Bondi, Verdini e La Russa. Ma sugli assetti interni al Pdl arriva la frenata delle colombe: «Non si comprende - dicono Pasquale Viespoli, Roberto Menia e Silvano Moffa - la fretta di affrontare i problemi inerenti ai problemi interni del Pdl che certamente esistono, ma che non sono in questo momento prioritari e che andrebbero risolti senza reciproche forzature nei tempi e nei modi».
I finiani apprezzano la «ragionevole frenata» sulle elezioni anticipate fatta da Berlusconi. «Noi non vogliamo logorare il governo, chiediamo a Berlusconi di venire in Parlamento con un programma e siamo pronti a sostenerlo. Berlusconi rischia il logoramento, ma lo rischia dalla Lega». E, in questo senso, arriva anche una apertura sulla questione della giustizia. Fli si dice pronto a sostenere lo scudo per il premier e valuta positivamente anche il processo breve, a patto che non contenga la norma transitoria «per risolvere il problema di Berlusconi».

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