Secondo Mastrangioli occorrono progetti sull'intera rete viaria
SULMONA. Va avanti il progetto per la realizzazione del casello autostradale di Sulmona. Dopo l'incontro con l'Anas il sindaco è sempre più intenzionato a portare a termine l'opera che la città attende da decenni. Iniziativa che però non piace agli altri sindaci della Valle Peligna.
Capofila della protesta il primo cittadino di Pratola Peligna Antonio De Crescentiis, il quale vede nel nuovo casello autostradale un elemento di frattura del territorio. «Se Sulmona vuole essere la città capofila della Valle Peligna non può assumere iniziative importanti come queste senza consultare gli altri Comuni», sostiene De Crescentiis, «non vedo la necessità di realizzare un'opera che mi sembra superflua visto che dista solo 4 chilometri dall'attuale casello».
«Invece di pensare a proporre progetti che dividono, il sindaco di Sulmona dovrebbe stimolare il governo regionale sui fondi Por, presentando insieme agli altri Comuni un disegno complessivo con progetti di sviluppo economico reali e non virtuali».
Sulla stessa sintonia il sindaco di Corfinio.
«Il casello autostradale di Sulmona non mi sembra assolutamente una priorità», sottolinea Massimo Colangelo, «un'iniziativa che se portata a termine non farà altro che frazionare ulterioremente una vallata che ha invece bisogno di marciare unita per contrastare l'egemonia di altri territori e creare quelle basi di sviluppo necessarie alla ripresa economica della nostra zona altrimenti destinata a morire».
Per l'ex sindaco di Raiano Enio Mastrangioli e attuale consigliere provinciale di opposizione, sarebbe invece necessario un progetto di sviluppo viario complessivo dell'intera Valle Peligna.
«Un singolo casello non risolve nessun problema», afferma Mastrangioli, «ci vorrebbe invece una rivisitazione completa del sistema viario del nostro territorio. Solo creando spostamenti efficaci e celeri tra i vari comprensori si può arrivare a ottenere quelle condizioni che favoriscano lo sviluppo». «La logica di muoversi senza raccordarsi con gli altri Comuni è una scelta che non paga» conclude l'ex sindaco di Raiano «è lesiva per tutti e non porta a nessun risultato se non a quello della divisione di un territorio che per il rilancio ha bisogno di unità».