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Pescara, 18/04/2026
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11/09/2010
Il Messaggero
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Sciopero alla Fiat Sevel, Confindustria pronta a chiedere alla Fiom
il risarcimento danni. No agli straordinari, oggi sciopero «Prima riassumete i precari» |
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ROMA Senza tregua. Nuovo braccio di ferro alla Sevel di Atessa; salta il tentativo di conciliazione per i tre operai licenziati a Melfi; viene rinviato di una settimana (slitterà al 22 settembre) il vertice per la presentazione della prima short list sui progetti di riconversione di Termini Imerese; la Fiom conferma il ricorso alla magistratura rispetto a possibili violazioni contrattuali. Tra il Lingotto e l'ala sinistra delle "tute blu" ormai lo scontro è a tutto campo. Reso ancora più incandescente dalla recentissima decisione di Federmeccanica di disdettare il contratto 2008. Futuro difficile e preoccupazione anche perché l'azienda torinese ha formalizzato con sindacati il ricorso alla cassa integrazione per gli impiegati degli enti centrali di Mirafiori, nella settimana compresa tra il 18 e il 24 ottobre. I lavoratori interessati sono per la maggior parte cosiddetti "colletti bianchi". E nuova cig è stata già preannunciata per altri stabilimenti. Lo scontro tra imprese e Fiom, in effetti, è senza esclusione di colpi. Ieri la Confindustria di Chieti ha inviato alla locale segreteria dei metalmeccanici Cgil una lettera che parla di «motivazioni pretestuose» rispetto allo sciopero di otto ore indetto alla Sevel di Atessa. «Qualora la protesta non venga revocata - ha avvertito Confindustria - ci riserviamo di agire nei vostri (della Fiom; n.d.r) confronti per ottenere l'accertamento dell'illegittimità del vostro operato e la condanna dei responsabili al risarcimento danni». Replica della Fiom: «Il diritto di sciopero è costituzionalmente riconosciuto e le motivazioni traggono origine da problematiche contrattuali, retributive e occupazionali. Quindi non si comprende ove risieda l'illegittimità dello sciopero». A Melfi la stessa Fiom ha deciso di «continuare le procedure per i ricorsi individuali», dopo aver constatato che Fiat-Sata non ha mandato rappresentanti alla riunione fissata per ieri alla direzione provinciale del lavoro di Potenza per il tentativo di conciliazione dopo il licenziamento dei tre operai dello stabilimento. Giovedì prossimo gli azionisti Fiat daranno il via libera definitivo al Lingotto allo spin off delle attività automobilistiche. Secondo l'amministratore delegato, Sergio Marchionne «fino al 2014 la Fiat e la Chrysler avranno la capacità di produrre 6 milioni di veicoli, una performance critica per competere con il settore automobilistico in ambito globale». E un milione sarà della Fiat brasiliana.
Val Di Sangro. All'indomani del divieto di far entrare in fabbrica i licenziati di Melfi. E l'azienda chiede i danni. No agli straordinari, oggi sciopero La Fiom contro le richieste della Sevel: «Prima riassumete i precari» LANCIANO - Sempre più aspra la tensione alla Sevel di Val di Sangro, tra la direzione e la Fiom-Cgil. Ieri l'azienda aveva appena annunciato la volontà di richiedere 4 sabati di lavoro straordinario e subito, per tutta risposta, la Fiom per oggi, primo sabato, ha dichiarato 8 ore di sciopero. «Perché - sostiene la segreteria provinciale della Fiom - non si può disdire il contatto nazionale del 2008, come ha fatto la Federmeccanica, accodandosi proprio al Gruppo Fiat, né la Sevel può mandare a casa, e continuare a tenerceli, 1.500 precari e poi chiedere agli altri il lavoro straordinario». E si aggiunge: «Sempre la Sevel ha negato a tutte i lavoratori, nel mese di luglio scorso, il premio di risultato con motivazioni non chiare e astrattamente legate alla crisi. Perciò consideriamo la decisione di richiedere il lavoro straordinario al sabato incompatibile con lo stato di cose che si vive alla Sevel». A chi fa notare che la richiesta di lavoro straordinario è un buon segnale per la ripresa delle commesse del "Ducato", la Fiom replica: «Noi siamo entusiasti della ripresa, ma, a parte i comportamenti della Sevel già ricordati, pensiamo sia giusto discutere di come maggiori volumi possano generare ricadute su diritti, occupazione e salari. Ad oggi, con un atteggiamento anacronistico, la Sevel, dichiara la salita produttiva e chiede sacrifici ai propri dipendenti. Questo, è a dir poco assurdo! La Fiom-Cgil non ci sta e perciò indice 8 ore di sciopero dello straordinario da attuarsi nella giornata di sabato 11 settembre». Immediata la replica di Confindustria: «Motivazioni pretestuose, se lo sciopero non viene revocato chiederemo i danni». Siamo, dunque al muro contro muro. E, almeno finora, possibilità di dialogo non se ne vedono. Appena giovedì scorso, infatti, c'era stata la dura contestazione della Fiom-Cgil contro la direzione della Sevel che, nell'assemblea sindacale retribuita in fabbrica, aveva negato l'accesso a Giovanni Barozzino e Antonio Lamorte, i due delegati sindacali al centro della vicenda del licenziamento e successivo reintegro a Melfi. Adesso, sul lavoro straordinario al sabato, si aspetta di conoscere le posizioni ufficiali di Cisl e Uil e altre sigle sindacali: come dire che vanno ad inasprirsi pure i rapporti tra le varie organizzazioni sindacali, che sono già tesi da tempo. Davvero difficile uscire da questa crisi, sotto tutti gli aspetti.
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