Chissà se stavolta la nottata sarà stata in bianco, come chiedeva ironicamente Guido Bertolaso l'altro giorno. Di sicuro, la nottata, Massimo Cialente se l'è presa per riflettere sulle accuse del capo della Protezione civile che, senza mezzi termini, lo aveva invitato a organizzare meno eventi e a dormire meno per lavorare alla ricostruzione. La replica, a quasi 24 ore di distanza, però, è più soft di quanto si potesse pensare. Dal sindaco arriva un invito a smorzare i toni, ad evitare uscite a sensazione: «Io credo - ha detto dai microfoni di Abruzzo 24 ore - che ci sia un po' di marasma, vedo battute un po' infelici perché io di notti in bianco ne sto facendo tante. Faccio un appello: sediamoci intorno a un tavolo, se qualcuno ha problemi li metta da parte, bisogna fare le persone serie. Non si va avanti a battute, non si deve gettare la croce sugli altri». Il sindaco sembra quasi ferito: «Fa un po' male vedere questo battibeccare. Qui ci sono migliaia di persone che sono disperate, basti pensare alla vicenda autonoma sistemazione. O alle persone senza casa, senza prospettive». Cialente assicura che esiste il famigerato "piano per la ricostruzione", quello evocato da Bertolaso: «Ci sono gli avvisi pronti». Il primo cittadino "svela" anche un retroscena: un sms, inviato ai suoi più stretti collaboratori, per invitare alla coesione, lasciando da parte polemiche e appartenenze, come avvenne in Friuli. «La Protezione civile - ha aggiunto Cialente - ha potuto lavorare con leggi speciali e Bertolaso sa benissimo qual è il carico di lavoro che abbiamo addosso». Nel mirino di Bertolaso c'era anche Chiodi e il suo essere commissario part-time. Il governatore aveva risposto stizzito: «Bisogna evitare i protagonismi». Ieri, però, l'Idv ha rincarato la dose: «La decisione di Chiodi - ha detto Lucrezio Paolini, consigliere regionale - di voler cumulare sulla sua persona anche le nomine di commissariali sulla sanità e sulla ricostruzione post-sisma non fa che danneggiare i cittadini abruzzesi e quelli aquilani in primis che hanno il diritto di avere un commissario a tempo pieno e non un nuovo un vice commissario. Chiodi invece è un commissario part time, dovendo coniugare i suoi molteplici incarichi». «Caro Chiodi - ha chiuso Paolini - è il momento di fare un bagno di umiltà, si dimetta dalla carica di commissario alla ricostruzione e faccia un pensierino anche su eventuali dimissioni dalla carica di commissario alla Sanità». Duro attacco anche dal senatore Alfonso Mascitelli: «Il commissario Chiodi, nel suo appello ad astenersi da quelle che definisce "singolari dichiarazioni e protagonismi inutili" dimostra come lui consideri il ruolo di vigilanza e di controllo dei rappresentanti istituzionali dell'opposizione come un disturbo o un fastidio al manovratore». Pronta la controreplica: «Probabilmente Mascitelli non merita neanche una risposta, visto che non ha compreso nè il senso delle mie dichiarazioni nè tantomeno il destinatario del mio monito. Evidentemente, nonostante il ruolo da senatore che ricopre, Mascitelli ha completamente travisato il mio invito ad astenersi da singolari dichiarazioni e da inutili protagonismi». Solidarietà è arrivata dal sottosegretario Francesco Giro: «Sosterremo Gianni Chiodi e Massimo Cialente: stanno lavorando full-time, con grande sacrificio e passione». Per il Pd Silvio Paolucci «Bertolaso distrae gli aquilani dalle vere responsabilità sui ritardi». Intanto il consigliere regionale del Pdl, Enzo Lombardi, ha inviato ieri una nota per invitare gli aquilani «a tornare numerosi a frequentare il centro».