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Pescara, 18/04/2026
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Data: 12/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Caso Sevel. Dopo lo sciopero, guerra dei numeri. Per la Fiom adesione oltre il 70 per cento, solo 20 dice Confindustria

Sulla vertenza straordinari i sindacati ribadiscono la loro disponibilità a trattare già da domani

LANCIANO - Si litiga ormai su tutto alla Sevel di Val di Sangro, anche sulla percentuale di adesione allo sciopero di ieri indetto dalla Fiom-Cgil contro il lavoro straordinario del sabato. Secondo il sindacato avrebbe scioperato il 70 per cento dei lavoratori, mentre il presidente provinciale di Confindustria, Paolo Primavera, parla di un'adesione attorno al 20 per cento.
«Lo sciopero - dice Marco Di Rocco, segretario provinciale della Fiom - è perfettamente riuscito perché i lavoratori hanno compreso le nostre ragioni: non si può disdire il contatto nazionale del 2008, come ha fatto la Federmeccanica, accodandosi proprio al Gruppo Fiat, né la Sevel può mandare a casa 1.500 precari, non pagare il premio di risultato, come ha fatto nel luglio scorso, e poi chiedere il lavoro straordinario al sabato». E aggiunge Di Marco: «Comunque, da lunedì siamo disponibili a riaprire il confronto per evitare nuovi scioperi sugli altri sabati di straordinario alla Sevel e per trovare una soluzione ai problemi che denunciamo da tempo, a cominciare dal reintegro di almeno una parte dei precari licenziati».
Ma Confindustria, dopo l'annuncio di richiesta di risarcimento danni perché lo sciopero perché sarebbe stato indetto con motivazioni pretestuose, mantiene la linea dura. «Non accetteremo - ha ribadito ieri il presidente Primavera - strumentalizzazioni sul nostro territorio di questioni nazionali che qui non hanno alcuna corrispondenza. E' un atteggiamento irresponsabile da parte della Fiom, in un momento delicato come quello che stiamo attraversando in cui si registra una debole ripresa: è la prima volta, dalla primavera del 2008, che la Sevel richiede 4 giornate di lavoro straordinario». Primavera chiama in causa anche la politica e le Istituzioni che accusa di mantenere un "silenzio assordante".
Intanto, all'"affondo" di Confindustria replica con altrettanta durezza La Fiom. «Non si comprende - scrivono i segretari Marco Di Rocco e Davide Labbrozzi - ove risieda l'illegittimità dello sciopero proclamato e il fondamento giuridico delle richieste risarcitorie. Anzi, è il nostro sindacato a riservarsi ogni iniziativa utile a tutelare le proprie prerogative sindacali nonché ad avanzare richieste risarcitorie sia nei confronti della Sevel che di Confindustria provinciale».

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