GUBBIO - Ha parlato meno di dieci minuti, ma il concetto è emerso in modo chiaro: il governo va avanti, abbiamo il dovere di governare. Le nuove linee-guida della politica di Silvio Berlusconi sono state dettate in collegamento telefonico con la scuola di formazione politica del Pdl, a Gubbio: il premier ha detto "no ai governicchi" e ha definito un'eventuale crisi "un delitto". Alle sue frasi ha risposto Gianfranco Fini, sottolineando, dal G8 di Ottawa, che "le parole che il premier pronuncerà a fine settembre dovranno essere sottoposte al voto. Altrimenti che cosa cerca a fare il sostegno di 316 deputati?". Scontri sempre più accesi, dunque. Che però non fanno spegnere del tutto nel ministro della Difesa Ignazio La Russa la speranza di una riappacificazione: "Spero che ci possa essere un nuovo abbraccio tra Fini e Berlusconi", ha detto da Roma. Subito smentito dallo stesso Fini: "La Russa se la canta e se la suona".
Su una cosa però non sembrano esserci dubbi: la volontà del premier di tenere in piedi il governo. "La vecchia politica politicante non avrà la meglio - ha giurato ai giovani del Pdl - Siamo sereni e saldi, ci siamo sempre tenuti lontani da questo teatrino sempre più insulso e sempre più assurdo". Nel mirino di Berlusconi stavolta non ci sono i magistrati, ma "la sinistra" e i finiani. Quegli "antiberlusconiani vecchi e nuovi" che "possono produrre tutte le chiacchiere e le feste di partito che vogliono, ma non avranno mai la soddisfazione di vedere un nostro concorso nel fare precipitare l'Italia verso la crisi". "E' una questione di responsabilità - ha aggiunto il Cavaliere - anche perché l'esecutivo ha fatto tanto per mettere i conti pubblici in sicurezza e per rassicurare i mercati: ma non ci scordiamo mai che l'Italia potrebbe correre il rischio di una sfiducia, anche magari solo parziale, sui mercati".
Rassicurare, dunque, ma senza abbassare la guardia: il Pdl non farà precipitare l'italia verso una "crisi politica che avrebbe dei risvolti incerti, sospesa tra le ipotesi di elezioni anticipate da un lato e l'ennesimo governicchio tecnico dall'altro. Adesso sarebbe davvero un delitto compromettere tutto quello di positivo e concreto che abbiamo fatto aprendo la strada all'instabilità politica. Per questo non giocheremo mai al 'tanto peggio, tanto meglio' come purtroppo qualcuno sta facendo". Quello di Gubbio è un appuntamento storico promosso dall'ala ex azzurra del Pdl e il cavaliere si è congedato raccogliendo un lungo applauso dalla platea umbra: "Non so perchè - ha detto salutando - ma mi viene da dire 'forza Italia e forza Milan...'".
"Sulle dichiarazioni che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi terrà in Parlamento alla fine di settembre ci deve essere un voto", ha replicato il presidente della Camera Gianfranco Fini a margine della riunione del G8 dei presidenti delle Camere, ad Ottawa. "Non ha senso fare il discorso senza un voto. Se no - ha spiegato ai cronisti - il presidente del Consiglio che cosa cerca a fare il sostegno di 316 deputati?".
A sigillare uno scontro sempre più aspro sono arrivate le parole di La Russa: "Gianfranco Fini è il mio generale. Poi è stato lui a cambiare bandiera'', ha detto nel suo intervento alla platea dei giovani ad Atreju10. "Spero che ci possa essere un nuovo abbraccio tra Fini e Berlusconi, un'unificazione, e, anche se gli applusi sono deboli, continuerò a sperarlo''. Parole destinate però a scontrarsi con un muro: "La Russa se la canta e se la suona", ha risposto Fini ai cronisti, tagliando le gambe a ogni possibile ipotesi di riavvicinamento.