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Pescara, 18/04/2026
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Data: 13/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Filovia, rischio elettromagnetico. Da oggi i lavori nella zona Naiadi, ma c'è la polemica sull'inquinamento (Guarda il servizio - TGR)

PESCARA. Iniziano i lavori per la filovia a Pescara: a distanza di oltre un anno e mezzo dell'apertura del cantiere a Montesilvano - era il gennaio 2009 - partono oggi i lavori sulla fermata numero 9, quella delle Naiadi, Pescara. «Venerdì scorso ho ricevuto la lettera dal direttore dei lavori che mi ha confermato che questa mattina o al massimo domani inizieranno gli scavi per le fondamenta per piantare i pali. Il cantiere procederà per lotti e la carreggiata verrà di volta in volta ristretta permettendo comunque a biciclette e pedoni di transitare». Michele Russo, il presidente della Gtm, la società che sta realizzando il collegamento tra Pescara e Montesilvano, annuncia con sobrietà la prima posa della pietra pescarese di un collegamento nato nel lontano 1992 che si estenderà per circa 6 chilometri da Pescara a Montesilvano, con tre fermate in sede promiscua, 19 sulla strada parco e 2 capolinea.
Dalla sua nascita, il filobus, inizialmente chiamato «Phileas» dal protagonista del «Giro del mondo in 80 giorni» e, poi, più semplicemente «Filò», ha incontrato difficoltà, si è scontrato con la crescita edilizia degli ultimi 18 anni e con la comunità di cittadini della strada parco. Ed è così che la prima pietra pescarese viene posta in un clima di polemiche che spaziano dall'impatto ambientale che avrà il mezzo, all'eventuale danno dei campi elettromagnetici fino a quelle migliaia di cittadini dell'associazione Strada parco capitanati da Mario Sorgentone: «Il cantiere apre oggi? E' un atto di arroganza». (Guarda il servizio - TGR)
L'impatto dei pali e dei fili - «sarà una gabbia», l'aveva definita il presidente dell'associazione Strada parco - e, oggi, un'altra insidia per la filovia: l'alimentazione a corrente continua. Un lettore, Ivano Angiolelli, pone il quesito sull'impatto ambientale, sui possibili danni dell'elettrificazione della strada parco sulle case a ridosso del tracciato.
Il presidente della Gestione trasporti metropolitani rassicura: «L'elettrificazione è a corrente continua, non alternata, e quindi l'impatto ambientale sarà inesistente. Non ci saranno campi elettromagnetici che invece vengono generati dalla corrente alternata». E ricorda anche che la filovia non ha avuto bisogno della valutazione d'impatto ambientale: «Nel 2008, il settore Ambiente della Regione ci mandò una nota in cui escludeva la necessità di queste certificazioni».
Allora, per il presidente, «ci sono alcuni aspetti», come dice, «che possono piacere o meno come l'impatto dei pali, il sacrificio estetico e anche la bontà della filovia. Ma su altri, come la valutazione ambientale, non ci possono essere interpretazioni: la valutazione ambientale non è stata richiesta».
Ma c'è un ricercatore, Francesco Di Donato, presidente dell'associazione Eco, che nutre dei dubbi su quella corrente continua a impatto zero: «Perché comunque», spiega Di Donato, «la corrente continua genera campi elettromagnetici statici: ovvero variazioni che, comunque, sono dannose per le abitazioni. E' un po' come mettere la rete metallica sotto il letto che, si sa, è sconsigliato, fa male. E poi sì, i pali che saranno messi avranno un impatto devastante».
Intanto, il cantiere sta per partire e il presidente della Strada parco che da anni lotta contro quel progetto, fa la sua requisitoria: «E' un atto di arroganza che il presidente Russo compie contro migliaia i cittadini che hanno firmato la petizione dal notaio per chiedere un periodo di sperimentazione e lo spostamento del tragitto in via Caravaggio-via Ferrari. E' anche un atto di prevaricazione perché l'amministrazione comunale è stata scavalacata e non si è espressa sul collegamento. Il cantiere di oggi: un atto arrogante».

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