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Pescara, 18/04/2026
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Data: 13/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Raccordo, torna lo spettro dei pedaggi: tutti contro. L'Anas prepara il nuovo sistema di pagamento

ROMA - Zingaretti parla di nuove tasse in arrivo per i romani, Alemanno rafforza la sua contrarietà, la Polverini invoca una santa alleanza Regione Lazio, Provincia e Comune di Roma per dire no: torna lo spettro del pedaggio sul Grande raccordo anulare e torna il fronte comune nella Capitale. Il Tar e il Consiglio di Stato avevano fermato l'aumento del pedaggio ai caselli già attivi, dopo il ricorso della Provincia di Roma.
Ma ieri si è aperta una nuova pagina che porterà, in base a quanto scritto sulla Finanziaria, al pagamento di alcuni raccordi autostradali in tutto il paese. Comprese, appunto, alcune porte del Gra. Dal 2012. Dalle istituzioni della Capitale è sempre stato ribadito il principio che comunque quanto incassato dovrà essere reinvestito in infrastrutture per Roma. Ma a causare la nuova scossa è stato l'annuncio che oggi, sulla Gazzetta ufficiale, sarà pubblicato un bando di gara dell'Anas. Oggetto: il sistema di pedaggiamento senza barriere sulle autostrade e sui raccordi autostradali in gestione diretta. Cos'è? «L'appalto, in particolare - spiegano all'Anas - è costituito dalla fornitura di un sistema di esazione dinamico senza barriere, da installare per ogni autostrada e raccordo autostradale in gestione diretta all'Anas. L'importo complessivo a base di gara ammonta a 150 milioni di euro». In sintesi: niente caselli con sbarre, ma sistema elettronico per riscuotere il pedaggio. Tanto è bastato ieri per causare la reazione del sindaco Gianni Alemanno. Che ha spiegato: «Premesso che si tratta di pedaggi che non valgono per gli spostamenti all'interno della città, ma solo dal Gra verso l'autostrada, noi ribadiamo la nostra contrarietà. Il governo deve modificare questo intervento, anche perché la gara per installare il sistema dei pedaggi costa 150 milioni: è già una grossa spesa che si dovrà ammortizzare. Quindi noi crediamo che sia molto più utile rinegoziare il contratto di servizio con la società Autostrade, che non andare a gravare sui pendolari». Secondo la valutazione del sindaco il pedaggio sarà comunque previsto non in qualsiasi spostamento sul Gra, ma solo nei collegamenti con le autostrade (Roma Fiumicino compresa). Una tesi sostenuta, due mesi fa, in un'intervista al Messaggero, dal presidente dell'Anas, Pietro Ciucci: «Sarà un decreto del presidente del Consiglio dei Ministri a stabilire i criteri dei pedaggi. La Roma-Fiumicino è una autostrada per la quale si prevede il pagamento». Resta il fronte compatto romano e laziale contro questa stangata all'orizzonte. Enrico Gasbarra, parlamentare del Pd, ha presentato un'interrogazione al ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, ricordando: «Le più importanti e popolose capitali europee, come Parigi, Londra e Berlino hanno anch'esse grandi anelli autostradali, ma sono completamente gratuiti. Roma sarebbe un'eccezione negativa. Ora vediamo cosa farà il sindaco Alemanno che aveva minacciato azioni violente in caso di realizzazione dei caselli sul Gra». Contraria anche la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini: «Insieme ad Alemanno e Zingaretti sicuramente metteremo in campo tutte le azioni per evitare che accada». Dal Pd, il presidente del Consiglio regionale, Bruno Astorre, incalza: «La Regione non stia a guardare». E Nicola Zingaretti, il presidente della Provincia di Roma che con il ricorso alla giustizia amministrativa aveva vinto il primo round, vale a dire quello contro l'aumento dei pedaggi ai caselli? «Ci opporremo con ogni mezzo - fa sapere -. Nel nostro ricorso vittorioso di luglio, già sostenevamo che per i parametri europei il Gra non può definirsi come un'autostrada che può essere sottoposta a pedaggio. Il raccordo anulare per velocità media e traffico è una grande strada di scorrimento cittadina e quindi non deve diventare a pagamento». E anche dal mondo delle imprese c'è già aria di mobilitazione. Cesare Pambianchi (presidente Confcommercio): «Non ci faremo intimidire, difenderemo i diritti dei cittadini e dei lavoratori di questa città che non meritano di pagare questo ennesimo balzello. L'Anas pensi a migliorare le infrastrutture della Capitale piuttosto che a tassare quelle esistenti».

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