ROMA - Il sistema di pagamento si chiama free flow, vale a dire a flusso libero. Non ci sarà uno di quei caselli che il sindaco di Roma aveva promesso di andare a demolire con un piccone. Si tratta di una tecnologia più sofisticata, molto simile, ad esempio, a quella che a Roma si utilizza per regolare la zona a traffico limitato. Esistono strumenti di questo tipo già in Canada, nella Repubblica Ceca e in Austria.
Le tecnologie variano, ma di fatto consentono di fare pagare l'automobilista il percorso senza costringerlo a fermarsi a un casello, grazie a un sistema di rilevazione con videocamere o satellitare (dipende dalla tecnologia che si aggiudicherà la gara). Domanda: come avverrà il pagamento? Ci sono varie ipotesi. Gli automobilisti potranno dotarsi di un transponder (ad esempio il Telepass già comunemente usato oggi) che registrerà tutti i pagamenti. In alternativa, si potrà acquistare del credito su Internet abbinandolo al proprio numero di targa. La telecamera inquadra e automaticamente il sistema scala il credito. Ipotesi più suggestive sono quelle di un dialogo diretto con i telefonini cellulari: dalla sim card, al passaggio al casello virtuale, verrebbe scalato il credito. Infine, il sistema di videocamere, così come avviene per le multe della zona a traffico limitato, può inviare direttamente a casa la fattura da pagare per il tratto percorso.
Ma perché, dopo la vittoria al Tar e al Consiglio di Stato contro i pedaggi, si torna a parlare del Gra e della Roma-Fiumicino a pagamento? L'articolo 15 della cosiddetta "manovra estiva" prevedeva, relativamente ad autostrade e raccordi autostradali gestiti direttamente dall'Anas, un intervento in due fasi. In un primo momento queste tratte sarebbero state sottoposte a pedaggio, in via provvisoria, applicando una maggiorazione tariffaria del pedaggio già riscosso ai caselli che si interconnettono con la rete autostradale. L'aumento (un euro per i veicoli leggeri, due per quelli pesanti) è diventato operativo il primo luglio ma è stato poi bloccato dalle sentenze di Tar e Consiglio di Stato. La legge prevedeva che fosse applicato fino al 31 dicembre 2011, come termine ultimo. A regime invece, dunque presumibilmente dal 2012, il pedaggiamento dovrebbe funzionare con il sistema "a flusso libero" che frutterebbe, secondo la relazione tecnica del decreto, maggiori entrate per 315 milioni l'anno. I dettagli, compresa, l'individuazione delle tratte, erano rinviati ad un Decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) da emanare entro il 15 luglio. Effettivamente c'è un decreto datato 25 giugno 2010, emanato per permettere l'applicazione dei pedaggi provvisori, nel quale è inclusa la seguente tabella con le tratte. Attingendo da quella tabella si può provare a decifrare cosa succederà in futuro. Per la zona di Roma: Roma Nord, Fiano Romano, Roma Est, Lunghezza, Settecamini, Ponte di Nona, Roma Sud, Roma Ovest, Roma - Aeroporto Fiumicino.