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Pescara, 18/04/2026
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Data: 13/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Sevel, la Fiom teme ritorsioni. Di Rocco: «Senza confronto pronti a nuovi scioperi»

ATESSA. Sarà attendista su due fronti: con la Confindustria, per verificare se l'associazione denuncia i lavoratori che sabato hanno scioperato; con la Fiat, se convoca il sindacato sul tema "straordinari". La Fiom-Cgil rientra oggi alla Sevel determinata, ma anche preoccupata.
Ricomincia una nuova settimana nella fabbrica del furgone Ducato, ma non si è ancora spenta l'eco dello scontro che ha caratterizzato quella appena trascorsa. Anzi. L'annuncio della Sevel del ricorso al primo di quattro sabato lavorativi straordinari obbligatori; l'arrivo in Val di Sangro di due dei tre lavoratori di Melfi licenziati dalla Sata, riassunti dal giudice del lavoro ma «non graditi» dalla Fiat; il divieto all'ingresso nella Sevel dei due operai per l'assemblea della Fiom; lo sciopero di un'ora per incontrare quei lavoratori; l'annuncio della Fiom della denuncia della Sevel per il diniego all'ingresso ai lavoratori di Melfi; l'astensione dal lavoro della Fiom nei due turni di 8 ore ciascuno nel primo sabato straordinario; l'annuncio di Confindustria di chiedere per quello sciopero il risarcimento dei danni ai lavoratori in sciopero alla Sevel e alla Plastic Company (ex Ergom), di proprietà della Magneti Marelli e quindi della Fiat: mai in Val di Sangro il clima è stato così teso tra le parti. Per questi motivi si profila una nuova settimana di alta tensione.
«La Sevel ha bisogno di fare gli straordinari? Siamo disponibili a lavorare al sabato», spiega Marco Di Rocco, segretario provinciale della Fiom-Cgil di Chieti, «ma l'azienda deve fare tre cose: pagare i premi di risultato vantati da luglio, premere per far rientrare la disdetta del contratto nazionale fatta dalla Finmeccanica e riassumere 1.500 precari. Il comportamento della Confindustria che denuncia i lavoratori è sanzionabile per lo statuto dei lavoratori: se le cose non cambieranno, già mercoledì proclameremo un nuovo sciopero per sabato. Tra l'altro dobbiamo anche decidere il pacchetto di 4 ore di sciopero sul contratto nazionale».
Intanto oggi si torna in fabbrica. «Ci auguriamo che il clima nello stabilimento sia sereno e non di guerra», riprende Di Rocco, «ma non trascuriamo che la Sevel possa reagire malamente allo sciopero di sabato con lettere di richiamo o spostamenti dei lavoratori ad altre mansioni. C'è qualche sigla sindacale che sostiene che con gli scioperi non si tutela il lavoro? Ricordo che grazie agli scioperi la Val di Sangro non ha avuto la Sangro Chimica ma la Fiat. Ma ora ci preoccupa il contratto: mercoledì la Federmeccanica incontra Fim-Cisl e Uilm-Uil e chiederà l'applicazione delle deroghe all'accordo solo per il settore auto e per la componentistica: significa niente più scioperi negli straordinari, primi tre giorni di malattia non pagati dalle aziende, clausole sanzionatorie per chi sciopera, quindi lavoratori e sindacati. Ecco perché l'intesa di Pomigliano sarà estesa a tutte le fabbriche».

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