Il ministro conferma: in otto anni saranno assorbite 220mila persone «Il caso Adro? Sindaco estremista»
MESSINA. «Vogliamo una sola disoccupata, Gelmini licenziata». Accompagnata da slogan contro il ministro dell'Istruzione, al ritmo di urla e fischietti, la rabbia dei precari della scuola ha paralizzato ieri i collegamenti sullo Stretto di Messina. Quattromila sulla sponda siciliana (2500 secondo la questura), trecento sul fronte calabrese, a Villa San Giovanni, hanno bloccato traghetti e circolazione stradale e ferroviaria per l'intera mattina, sciogliendo i blocchi poco dopo le 16, con 25 manifestanti denunciati dalla polizia dopo alcuni momenti di tensione. «La grande opera da compiere non č il ponte, ma un collegamento tra la scuola e il Paese» hanno detto, chiedendo il ritiro della legge Gelmini che cancella 130 mila posti tra docenti e personale Ata.
Dopo essersi radunati attorno alle 11 nel centro di Messina, sorvegliati da un numero imponente di agenti, i manifestanti si sono diretti verso gli imbarchi delle Ferrovie delle Stato e, dopo aver superato il cordone della polizia, hanno raggiunto una delle sei invasature della stazione marittima, impedendo alla nave «Riace» di salpare. Solo dopo le 13, i precari hanno lasciato il molo, per dirigersi verso la stazione, dove hanno bloccato per un'ora e mezza il transito dei treni, bloccando due convogli provenienti da Torino. Sulla sponda opposta, i colleghi arrivati da Puglia, Basilicata e Campania si sono mossi in corteo nell'area degli imbarcaderi, interrompendo temporaneamente con un sit-in la circolazione delle auto dirette e provenienti dalla Salerno-Reggio Calabra. «Lo scorso anno 20 mila preari sono rimasti senza contratto, altri 25 mila quest'anno: chiediamo la riapertura del turn-over» hanno detto i rappresentanti della Cgl-Flc, che assieme a Cobas, sindacato Rdb ed esponenti dell'opposizione hanno sfilato assieme agli insegnanti in lotta.
Ai manifestanti ha replicato il ministro Mariastella Gelmini: «Per risolvere il problema dei 220 mila precari l'unica soluzione č il numero programmato che sarą introdotto da quest'anno» ha detto, confermando che nell'arco di otto anni, grazie ai pensionamenti (21 mila l'anno) e a nuove immissioni in ruolo, «č possibile entro il 2018 dare risposta a tutti i precari che abbiamo ereditato». Secondo il ministro, saranno 150 mila le immissioni in ruolo, mentre per le restanti 70 mila persone si tratterą di contratti a tempo determinato.
Ieri, intanto, Gelmini ha preso le distanze dall'iniziativa del sindado leghista Oscar Lancini, che ha fatto del nuovo polo scolastico di Adro, in provincia di Brescia, un tempio della Lega, tappezzando banchi e pareti del simbolo celtico del «sole delle Alpi»: «Un estremismo che non condivido» ha detto.
Studenti e precari si preparano oggi a nuove proteste. Nel giorno in cui si torna a scuola in nove regioni (Calabria, Friuli, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte, Umbria, Veneto e Valle d'Aosta, oltre a Bolzano), Rete degli studenti e Unione degli studenti annunciano azioni in tutta Italia: in programma sit-in e flash mob (eventi in cui gruppi di persone si riuniscono e mettono in atto una performance). Nel pomeriggio č prevista una grande manifestazione a Roma davanti al ministero dell'Istruzione.