TERAMO. Claudio Ruffini, una delle colonne portanti del Pd, teramano e abruzzese, sceglie a sorpresa Vendola. Ruffini figura sul sito del governatore della Puglia come fondatore di una "Fabbrica di Nichi", una delle prime nel Teramano.
Ruffini fonda il laboratorio politico di Vendola per Giulianova (in provincia ne sono stati aperti altri due da giovani, a Teramo da Mauro Pettinaro e a Campli da Marino Fiorà) ma non lascia il Pd. Dall'interno vuol percorrere una strada diversa ma la sua scelta è destinata a suscitare più di uno scossone nel Pd.
«Ho sostenuto Bersani nella corsa alla segreteria e credo che scegliere la sua figura come segretario sia stata la cosa giusta per il Pd e il Paese», spiega il consigliere regionale, «Bersani è persona seria e affidabile, competente e misurata nei toni. Ritengo che il Pd resti l'unica alternativa valida nel centro-sinistra di fronte alla deriva populista incarnata da Berlusconi. Credo però che il Pd sia a livello nazionale che locale abbia bisogno di una scossa, uno slancio ideale, di ritrovare il feeling con gli elettori e sopratutto di parlare un linguaggio che la gente comprende. A volte i partiti imbrigliano gli uomini e le idee e si chiudono in se stessi, in dibattiti "complicati e incomprensibili" per la società civile. A Vendola invece riconosco una forte capacità di comunicare "un progetto per il Paese" - soprattutto ai giovani - e di prendere posizioni chiare e definite in cui l'elettore di sinistra si può riconoscere. I partiti di massa modernamente concepiti come il Pd rischiano di voler rappresentare una larga maggioranza di interessi della società, a volte direi troppi e discordanti tra loro. Così si rischia di trascurare la componente ideologica della politica, ovvero la parte più emotiva dell'elettorato di sinistra che è sempre più alieno alle logiche di partito e ha crescente bisogno di figure che sappiano parlare al cuore della gente e alla pancia del partito».
Ruffini ritiene che la Fabbrica «può essere un'ottima sveglia anche per la nostra provincia dove si continua a praticare perlopiù quella cattiva politica, ridotta a lotta fra personalismi, autoreferenziale, che prende decisioni non fra la gente, ma nel segreto delle stanze del potere. L'aria nuova che Vendola propone, e nella quale mi identifico da anni come amministratore in mezzo alla gente e per la gente, servirà a dare modernità di metodo e contenuto anche alla sinistra teramana, segnando le priorità: lavoro, uguaglianza e giustizia, salute e benessere sociale, ecologia ed economia verde. Insomma, sarà una nuova stagione anche per la politica abruzzese e teramana. Avere posizioni "diverse" arricchirà il dibattito nel partito e del centro-sinistra. Nella nostra cultura la diversità di opinioni non è mai stato un problema, anzi è linfa per chi ha voglia di fare la politica tra la gente».