Sarà pronta a metà dicembre la nuova sede compartimentale dell'Anas, in costruzione nella zona Ovest della città, vicino alla sede del Tar. Una struttura avveniristica, che alla fine avrà l'aspetto di una grande astronave circolare rossa (colore scelto per richiamare le case cantoniere), che produrrà energia elettrica con i pannelli solari, ma soprattutto, una sede pensata per "convivere" con le scosse di terremoto: tanti sono i sistemi di monitoraggio (dello stato tensionale del calcestruzzo e dell'accelerazione) e le tecnologie antisismiche usate, come gli isolatori.
Il progetto. Sarà una struttura rotonda dello spessore di 12 metri, con diametro esterno di 55 e interno di 31. Quattro i livelli sovrapposti. Il piano interrato accoglierà venti posti auto per i dipendenti e le centrali tecnologiche. Al piano terra saranno ospitati gli uffici di front-office, la sala convegni da 100 posti con bar e guardaroba, la sala operativa, la sala server, gli archivi e gli uffici dei sistemi informativi. Il primo e il secondo piano conterranno gli uffici dedicati alle differenti aree: capo compartimento e amministrazione al primo livello, area tecnica di esercizio e nuove costruzione al secondo. Il tetto sarà ventilato, in legno di abete e una lamiera di alluminio come copertura. In superficie sarà installato un impianto fotovoltaico, capace di produrre 90 chilowattora.
Le tempistiche. I lavori erano già cominciati il 31 agosto 2009, ma c'è stato uno stop a causa di un contenzioso e della risoluzione contrattuale tra le parti. Sono ripartiti dopo la firma di un nuovo accordo, avvenuta lo scorso 16 giugno. Al cantiere si è lavorato ininterrottamente, anche a Ferragosto, con doppi turni di dieci ore ciascuno, quindi anche di notte, con l'ausilio dell'illuminazione: il tetto è stato completato poche settimane fa, il 27 agosto. Oggi la struttura di cemento armato è completa e restano appunto da concludere le rifiniture. A realizzare la struttura è un'associazione temporanea d'imprese tra l'aquilana Taddei Spa, azienda del gruppo Edimo, la Maltauro Spa e la Tamagnini impianti Srl. I progettisti assicurano che è pienamente rispettato il cronoprogramma e che non dovrebbero esserci problemi rispetto alla data prevista di consegna, il prossimo 13 dicembre.