SULMONA - Non nomina esplicitamente Sulmona, quasi a non alimentare quel campanilismo spinto «inutile, improduttivo e controproducente» che ha portato gli amministratori del capoluogo peligno ad annunciare la volontà di realizzare un nuovo svincolo autostradale «tra Pratola e Cocullo»:
Enio Mastrangioli, capogruppo del Pd alla Provincia, però, nella lettera inviata all'assessore alla Viabilità Romanelli, evidenzia la scarsa lungimiranza e l'assurdità di un progetto che non rappresenta altro che una guerra tra poveri, senza una visione strategica del territorio e che, nei fatti, ricalcando una battaglia di trenta anni fa, contrappone piccoli orticelli e un insensato campanilismo, all'interesse di una città territorio mai effettivamente compiuta e che, ancora una volta, dimostra l'incapacità di Sulmona di recitare un ruolo di leadership.
La prende alla larga dunque il capogruppo Pd alla Provincia dell'Aquila Enio Mastrangioli, esaltando l'importanza dello svincolo autostradale di Pratola Peligna e ponendolo al centro di «un progetto di sviluppo commerciale, industriale, artigianale e turistico della Valle Peligna e dei Comuni strettamente collegati con tale snodo viario: Pratola Peligna, Raiano, Corfinio, Vittorito, Prezza e Roccacasale, che - scrive il capogruppo del Pd - in forma singola o associata, sono impegnati da anni a creare le condizioni di un nuovo sviluppo economico basato sulla valorizzazione del territorio».
Inutile e insensato, dunque, quel casello tra Pratola e Cocullo, che dovrebbe sbucare tra terreni coltivati ad aglio rosso a Campo di Fano e che porterebbe all'apertura di tre uscite autostradali nel giro di una quindicina di chilometri: meglio «migliorare il sistema viario provinciale che collega i Comuni tra loro - continua Mastrangioli - con il sistema autostradale e le strade statali come la 17, la 5 e la 5 dir».
Di qui la richiesta di coinvolgere i Comuni in una serie di conferenze programmatiche o altri strumenti di concertazione perché «la Valle Peligna ha necessità di una visione strategica e di sviluppo d'insieme, strategica e unitaria e non localistica, avendo ben presente che abbiamo necessità oggi e non domani di risorse vere per il miglioramento delle infrastrutture locali, viarie ma anche telematiche come la banda larga, oppure energetiche come l'elettricità, il gas e i servizi idrici e depurativi: carenze che non rendono competitivo il nostro territorio».
Come dire: ci sono cose molto più serie a cui pensare piuttosto che perdere tempo ed energie a sbattere i piedi per quel "Pratola P." prima della scritta Sulmona sul cartello d'uscita dell'A25.