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Data: 14/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Ruffini: «Il Pd deve svegliarsi dal letargo» Il consigliere regionale ha scelto Vendola: «Il partito esca dalle stanze del potere»

TERAMO. La scossa c'è stata. Claudio Ruffini, pezzo da novanta del Pd teramano e abruzzese, ha fondato la Fabbrica di Nichi, laboratorio politico legato a Vendola. E ha suscitato un terremoto politico.
Claudio Ruffini, consigliere regionale del Pd, protagonista nella storia recente della sinistra in Abruzzo. Perché ha deciso di aderire al progetto di Vendola e di aprire una delle prime Fabbriche in provincia di Teramo?
«Nichi Vendola ha ridato attualità politica ai valori tipici della sinistra, dando rappresentanza a chi oggi non ha diritti: giovani, precari, disoccupati, cassintegrati, ma anche a quegli artigiani, piccoli imprenditori, lavoratori autonomi che oggi sopportano un peso fiscale iniquo. Con le sue Fabbriche, Vendola chiede a tutti una rinnovata fiducia nella capacità della sinistra di dare voce a questi bisogni sociali e del lavoro che sono nel suo Dna. Per me, che ho vissuto l'intera carriera politica nella sinistra, questa sollecitazione non poteva non essere raccolta con entusiasmo. Inoltre Vendola è un leader che parla e attrae i giovani. Conosce il loro linguaggio e lo utilizza per avvicinarli. I giovani e le loro necessità sono i temi di cui la politica dovrebbe occuparsi. Vendola lo ha capito e coinvolgendoli si proietta in uno scenario diverso da quello delle stanze dei partiti».
Si percepisce un dissenso rispetto al modo di fare politica del Pd.
«E' un partito con grosso potenziale di crescita ma è bloccato, così non riesce a essere un'alternativa alla presenza berlusconiana, non solo in termini politici, ma anche dal punto di vista culturale. Paralizzato da una politica autoreferenziale, il Pd non sceglie le battaglie che vuole la gente. Ad esempio sull'acqua: il partito non ha fatto una raccolta di firme, non si è schierato, si è proceduto solo indiviualmente. E sul petrolio è stata lanciata una battaglia importante ma poi non si lavora sul territorio, capillarmente, per portarla avanti. E' necessaria una battaglia per il lavoro in provincia di Teramo, che ha un numero di cassintegrati mai tanto pesante dal dopoguerra, ma finora poco si è visto».
Lei ha precisato che resta nel Pd. E che ha un preciso obiettivo.
«E' produrre un urto per provocare l'iniziativa politica. Non voglio uscire dal partito, non ho alcun interesse a farlo. Voglio però suscitare la voglia di stare realmente dentro il partito, di fare iniziative per sostenere battaglie di interesse comune. Vista la possibile imminenza delle elezioni, il rischio è di subire ancora decisioni prese altrove, in primis a Roma. E' avvenuto tante volte in provincia e regione, vedi la candidatura in parlamento della moglie di Fassino, Anna Serafini e di Ottaviano Del Turco come governatore. E' il caso di dire basta: devono essere i cittadini a dire chi li deve rappresentare. Invece, come al solito, quando ci si addormenta c'è qualcuno che ne approfitta e ti rifila le decisioni».
Ma il fatto che lei ha fondato una Fabbrica di Nichi non è stato preso poi tanto bene dal Pd.
«Eppure non sono l'unico. Chiamparino ha parlato di una sorta di tandem fra lui e Vendola. Così Renzi, il sindaco di Firenze. Veltroni oggi parla di gruppo autonomo nel Pd, a livello parlamentare. Non è dunque un malessere sconosciuto, quello che ho segnalato. L'importante è metterci riparo e non avere risposte scomposte: sarebbe un errore, commesso magari da chi immagina di avere più spazio. La verità è che c'è bisogno di una riscossa della sinistra. Mediare eccessivamente fra le diverse anime non fa uscire fuori posizioni convincenti per l'elettore. Meglio un dibattito acceso, non fra pochi ma ampio e che porti finalmente l'individuazione di una linea comune e ben ricoscibile dall'elettorato. Solo così il Pd avrà l'identità che ora manca: se la deve fare attraverso un progetto politico, anche con uno scontro interno. Ad esempio i dibattiti nella imminente festa del Pd sono importanti, ma li dovremmo fare più spesso, con l'impegno a trasformare quanto detto in decisioni concrete».
Quali reazioni ha suscitato fra la gente l'ufficializzazione del suo avvicinamento a Vendola?
«Oggi (ieri per chi legge, ndr) ho ricevuto tante telefonate, soprattutto di giovani, che mi chiedono come fare per iscriversi alla Fabbrica. Tanti mi hanno chiesto se esco dal Pd: ho ribadito che non esco, ma ho solo una posizione critica, da pungolo».

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