ROMA. «E' legittimo usare il corpo per fare carriera in politica e se anche una deputata o un deputato ammettessero di essersi venduti per un posto in lista non dovrebbero dimettersi dal Parlamento». E' bufera sulle parole del vicecapogruppo del Pdl Giorgio Stracquadanio. Le reazioni sono talmente tante che Stracquadanio prima prova a ritrattare, smentendo quando dichiarato al programma Klauscondicio. Poi però ci ripensa e rilancia: «Perchè non parliamo delle candidature del Pd?».
La questione morale arriva in Parlamento, ma non riguarda l'attico di Scajola né la casa affittata al quasi cognato di Gianfranco Fini a Montecarlo. Sotto processo finisce invece il sesso dietro le istituzioni, anzi la prestazione del corpo femminile usata per fare carriera in politica. L'ha detto chiaro e tondo la finiana Angela Napoli qualche giorno fa, usando un termine inequivocabile ma inquietante se riferito alle aule parlamentari: prostituzione. Tanto inequivocabile che la Napoli, sollecitata anche da Gianfranco Fini, è stata costretta a chiedere scusa. E lo aveva detto a suo tempo Paolo Guzzanti che, annunciando l'uscita dal gruppo parlamentare del Pdl, aveva denunciato la «mignottocrazia» imperante. La polemica è stata ripresa ieri dal deputato Pdl Giorgio Stracquadanio che in un'intervista a Klauscondicio ha sentenziato: «E' assolutamente legittimo usare il proprio corpo per fare carriera politica». Dichiarazioni forti che in serata l'esponente del Pdl ha in parte cercato di correggere. «Ho solo detto che in Parlamento, come in qualsiasi altro lavoro, l'aspetto fisico è importante, perché presentarsi curato significa avere rispetto di sè». Una retromarcia tardiva che non ha fermato le reazioni polemiche, anche nel Pdl. E che ha stimolato un nuovo intervento del parlamentare berlusconiano che, intervistato da Repubblica tv, ha invitato a guardare non solo nel Pdl ma anche in altri partiti. Tutte le ragazze del Pdl hanno conquistato il loro posto «per grandi meriti scientifici, culturali o artistici? Usare il proprio corpo in politica è la realtà del mondo da quando esso esiste, compreso il nostro mestiere». «Non so decrivere con precisione le sensazioni provocate dalle affermazioni di Stracquadanio, orrore, amarezza, rabbia e tanto altro, mi vien solo voglia di dire che schifezza», replica Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato.
Su Stracquadanio si rovescia una valanga di contumelie: «nauseabondo» (Luigi Zanda, Pd); «trionfo dell'ignobile» (Alessandro Pignatiello, Pdci); «patologia da misoginia» (Patrizia Bugnano, Idv); «roba da papponi» (Antonio Borghesi, Idv). E poi ancora «avvilente» (Barbara Saltamartini, Pdl); «dichiarazioni pericolose» (Aldo Di Biagio, Fli); «volgare e inaccettabile» (Roberta Angelilli, Pdl).
Tra i parlamentari c'è chi tenta l'analisi politica: «Le affermazioni di Stracquadanio - ha detto Luigi De Magistris (Idv) - sono lo specchio perfetto che caratterizza il Pdl, il cui capo non ha esitato a candidare tante sue avvenenti amiche». Secondo Rosa Villecco Calipari (Pd), il centrodestra «ha sdoganato un'altra parola, prostituirsi, e lo ha fatto riferendosi alla politica. Competenza? Merito? Non servono, riflettano gli elettori del Pdl». Leoluca Orlando, portavoce dell'Idv, ha detto che «considerare normale la prostituzione di uomini e donne per fare carriera è un insulto prima ancora che alla politica, a valori umani irrinunciabili». Chissà cosa ne pensa Ilona Staller, la pornodiva eletta con il partito radicale alla Camera nel lontano 1987.
Intervista al ministro. «Difficile credere che lo abbia detto»
«Orribile far carriera così»
La Prestigiacomo: «Il corpo non è un titolo di studio»
ROMA. A Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente e parlamentare del Pdl, la «provocazione» del vicecapogruppo pidiellino alla Camera, Giorgio Stracquadanio, sul corpo usato per far carriera in politica non è piaciuta. «Non credo che abbia detto questo».
Davvero è legittimo utilizzare il proprio corpo per far carriera in politica come dice il vice capogruppo del Pdl, Giorgio Stracquadanio?
«Escludo che Stracquadanio che è persona intelligente abbia detto questo».
Veramente è andato oltre, precisando che se una deputata o un deputato ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza non sarebbe una ragione sufficiente a lasciare il Parlamento.
«Senta, spero bene che in politica siano altre le virtù richieste. Ci sono dei settori in cui l'aspetto fisico è rilevante, nello spettacolo piuttosto che in televisione. Sarebbe ipocrita negarlo. Ma guai se la selezione in politica avvenisse in base alla bellezza».
Resta il fatto che rispetto alle politiche della prima Repubblica in Parlamento e al Governo ci sono molte belle donne.
«Vuol dire che è migliorata la specie umana».
Lei per esempio è una bella donna.
«Grazie ma non ci casco. In politica deve contare la passione civile, il carisma, la competenza. Bisogna avere rispetto del proprio corpo. Purtroppo oggi spesso non è così».
Cioè?
«Molte persone giovani considerano il proprio corpo come un titolo di studio. E' una cosa terribile ma è così».
E in politica?
«In politica no».
Ma Stracquadanio non è il primo a dire queste cose. Paolo Guzzanti aveva parlato di «mignottocrazia» e la parlamentare finiana Angela Napoli aveva denunciato che alcune donne si erano prostituite per ottenere una candidatura.
«Mi risulta che la Napoli abbia chiesto scusa, che abbia ritirato le accuse. E poi basta, mi rifiuto di commentare. E' una polemica che non mi interessa. Vogliamo distinguere le parlamentari tra belle e brutte? Scherziamo? Parliamo invece delle donne che spesso sono molto più capaci degli uomini ma faticano a farselo riconoscere».
Tanto rumore per nulla? Possibile che qualche sospetto non le sia mai venuto?
«Non sono un tipo sospettoso per natura. E non voglio negare che ci siano in politica casi di persone che ricoprono ruoli non meritati. Ci sono in politica come in altri campi. Tuttavia mi rifiuto di pensare che qualcuno abbia ottenuto spazi e ruoli solo perché dotato di un piacevole aspetto fisico. Sarebbe tremendo».