ROMA Consideratelo un aut-aut, consideratelo un ultimatum: come preferite. L'avvertimento di Cisl e Uil al governo è sicuramente più determinato che in passato. E, tanto per far vedere, che i tempi dell'attesa sono esauriti, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, annunciano una manifestazione nazionale per sabato 9 ottobre a Roma. Con una richiesta prioritaria: la riforma del fisco che poi vuol dire una riduzione incisiva delle tasse sul lavoro dipendente, sulle pensioni e sulle imprese.
L'annuncio, arrivato in conferenza stampa, nella sostanza apre una stagione di mobilitazione, se non di un "autunno caldo", minacciato dai metalmeccanici della Fiom. E non giunge a caso perché Bonanni e Angeletti vogliono che il tema del fisco rientri a pieno titolo nell'agenda di un governo che si dice intenzionato a cambiare marcia dopo la rottura che si è consumata all'interno della maggioranza. E poi i sindacati sollecitano da oltre un anno proprio un tavolo di confronto sulle tasse senza essere riusciti ad ottenere più di un vago impegno da parte dell'esecutivo. Senza equivoci le parole del leader Cisl: «Il 9 ottobre saremo in piazza per lanciare un aut-aut al governo che si sta apprestando a rimettere in piedi il proprio palinsesto: siamo stufi delle pagliacciate a cominciare dall'evasione fiscale per cui tutti si indignano e nessuno fa nulla. Non demorderemo, il nostro obiettivo è l'apertura di un tavolo di confronto immediato. Un tavolo che coinvolga tutti i soggetti, regioni, e province, ma anche l'opposizione perché questa non è una discussione tra intimi».
E ancora una sottolineatura rispetto a presunte accuse di «scarsa autonomia»: «Il 9 ottobre i politici faranno meglio a girare a largo da piazza del Popolo (dove si terrà la manifestazione; n.d.r.) perché il rischio è che siano accolti da una pernacchia anche se virtuale. Della politica non ce ne frega niente, non siamo nè amici nè nemici di nessuno». Riforme sì, ma Cisl e Uil non vogliono sentir parlare di moderazione salariale. «Siamo ancora - sottolinea Angeletti - nella trappola bassi salari-bassa produttività».
Se Cisl e Uil porteranno in piazza i propri iscritti il 9 ottobre, la Cgil lo farà il 29 settembre. Praticamente sugli stessi temi, a dimostrazione che ormai le tre confederazioni veleggiano lungo rotte separate. «Riprenderemo la stessa strada - precisa il numero uno della Cisl - solo quando la Cgil ritornerà ad avere il predominio politico delle proprie posizioni». Replica critica della confederzione di corso d'Italia, affidata a Danilo Barbi: «Speriamo che Cisl e Uil facciano sul serio e non si accontentino magari di ulteriori misure di defiscalizzazione del salario aziendale, lasciando inalterata l'iniquità generale del fisco. Solo che non si capisce perché sugli stessi temi abbiano voluto escludere un rapporto con la Cgil».