L'AQUILA. Con l'accordo firmato due giorni fa si chiude la vertenza sul personale dell'Ama, l'azienda del trasporto urbano. Rientrato lo stato di agitazione proclamato da tempo e scongiurato lo sciopero dei bus urbani che i sindacati avevano indetto per il 20 settembre, in concomitanza con la riapertura di tutte le scuole cittadine. Ma sul tappeto restano problemi strutturali, a cominciare dal taglio di risorse operato a livello nazionale. Ad aggravare la situazione aquilana, dopo il sisma, il mancato supporto finanziario da parte del Comune e l'aumento delle percorrenze, per coprire - anche se in maniera ancora insufficiente - i collegamenti con i nuovi insediamenti abitatitivi.
Se l'Ama ancora si "regge" dal punto di vista economico, è solo grazie all'intervento della Protezione civile prima, e della struttura commissariale poi, che copre le mancate entrate: i biglietti resteranno gratuiti almeno fino a Natale. «L'intesa raggiunta con l'azienda» spiega Domenico Fontana, segretario Filt-Cgil «ha restituito al personale i diritti contrattuali messi a rischio dal ricorso massiccio alla flessibilità. Ma il futuro è tutt'altro che roseo. La Finanziaria ha tagliato del 30% il fondo nazionale per i trasporti e ciò comporterà, a livello locale, o la riduzione dei servizi offerti, oppure l'aumento delle tariffe. La Regione Abruzzo non intende sopperire a questo taglio, a cui si è aggiunto il mancato sostegno annuale di circa 1milione e 200mila euro annui da parte del Comune. Si dovrà lavorare insieme, per trovare delle soluzioni ed evitare i possibili 40 esuberi, su 130 addetti, paventati dall'Ama».