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Pescara, 22/04/2026
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Data: 15/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
La Uil alla Fiom: abbassate i toni. Per il segretario Campo in atto un dannoso scontro politco

LANCIANO - «E' approdato anche alla Sevel il tentativo di escalation organizzato dalla Fiom-Cgil di esportare tensione in ogni stabilimento Fiat, creando quanti più problemi è possibile, puntando a un puro conflitto politico». Roberto Campo, segretario generale della Uil Abruzzo, boccia con durezza tutta la linea che Fiom-Cgil ha adottato nella fabbrica del "Ducato", soprattutto in relazione agli scioperi contro il lavoro straordinario al sabato. E se le parole hanno un senso, si vuol dire che anche in Val di Sangro c'è il rischio che si ripetano i "casi" di Pomigliano e Melfi. Sulla stessa linea della Uil, nei giorni scorsi, aveva tuonato il presidente provinciale della Confindustria, Paolo Primavera.
«Mentre nel 2004, subito dopo lo scontro frontale avvenuto a Melfi, - dice Campo - tutti i sindacati operanti in Sevel capirono che bisognava evitare di scatenare un conflitto analogo in Val di Sangro, oggi la Fiom-Cgil vorrebbe, se ne avesse la forza, l'ingovernabilità della fabbrica, un obiettivo che se per assurdo avesse successo, potrebbe chiudere la storia positiva, trentennale, di questo fondamentale insediamento produttivo e aprirne una dalle prospettive molto più incerte e pericolose».
Sullo straordinario aggiunge: «È paradossale che chi, come la Fiom-Cgil, si oppone a ogni innovazione contrattuale, scioperi contro l'utilizzo da parte dell'azienda della norma che da decenni regola l'utilizzo degli straordinari, quasi volesse dimostrare che il contratto non dà garanzie e va non solo innovato, ma cambiato tutto».
«L'interesse strategico dei lavoratori, dei disoccupati, dell'Abruzzo intero - conclude Campo - non è che Sevel entri in questo conflitto tutto politico, ma, al contrario, che anche la nostra regione entri in Fabbrica Italia e tragga benefici dagli investimenti che si faranno nel Centro-Sud, il cuore della produzione Fiat in Italia, magari ampliando l'indotto Fiat in Abruzzo». E lancia un appello perché tutti si adoperino per far prevalere gli interessi strategici della collettività e un po' di buon senso». La Fiom-Cgil, da parte sua, per ritirare gli scioperi sugli straordinari, chiede almeno il reintegro di una parte dei 1.500 precari licenziati e pagamento del premio di risultato maturato già nel luglio scorso.

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