DISAGI per gli utenti, rinvio della gara regionale e allarme occupazione. Questo in sintesi ciò che le manovre del governo genereranno se i tagli al settore del trasporto pubblico locale andranno in porto. Parola del Partito Democratico, che snocciola anche i numeri dell'anno che verrà. Meno 320 milioni per il 2011, tagli ancora più consistenti nel 2012, quando la scure inciderà per 360 milioni. Il segretario Marco Meacci insieme a Massimiliano Dindalini, del Dipartimento Enti Locali, hanno duramente criticato lo scenario che interesserà il Tpl nel 2011 «per colpa del Governo». «Il taglio riguarda un settore cruciale, dove invece servirebbero sempre maggiori investimenti» ha detto Meacci. «Lo scenario che si profila non è responsabilità della Tiemme, ma dell'esecutivo nazionale» rincara Dindalini. Per il territorio aretino le conseguenze per l'utenza sono già note. Le autolinee percorreranno 2 milioni di chilometri in meno all'anno, biglietti e abbonamenti avranno prezzi più alti del 10%, la tessera studenti è garantita al momento sino a fine 2010, grazie all'intervento della Provincia. La Regione sta lavorando ad un finanziamento integrativo di 150 milioni. Nel caso la Regione limiterà i tagli al 20% o al 25%. Inoltre, la situazione di incertezza del quadro economico fa rinviare la gara pubblica di affidamento del servizio. Saranno soprattutto i pendolari, gli studenti, gli anziani ad essere colpiti per primi. Se il taglio di disponibilità economica non potrà essere inferiore al 20%, inevitabili saranno le conseguenze anche per gli occupati, autisti in testa. Secondo un calcolo approssimativo gli esuberi potrebbero ammontare a 70 lavoratori, o nella migliore delle ipotesi a 60, ma si tratta di stime da verificare dati alla mano. «In ogni caso - chiariscono Meacci e Dindalini - crediamo che la Tiemme, essendo nata come società per ottimizzare le risorse, le linee e le corse, stia affrontando in modo consapevole tutte le questioni»