Carrara. TRASPORTO PUBBLICO: è allarme. I tagli previsti dal Governo rischiano di mandare a gambe all'aria l'intero servizio di trasporto pubblico locale. All'Atn, l'ex Cat, si respira aria di crisi e si teme il peggio che, per evitare che i colpi di mannia divengano tariffe più alte per il cittadino, si potrebbe concretizzare in linee soppresse e personale a casa. Spiega la delicata situazione l'amministratore delegato Riccardo Bertini il quale illustra cosa succederà a seconda del colpo di scuire del Governo. In ostsnza la finanziaria prevede che le Regioni non possano più trasferire a Comuni e partecipate i fondi stanziati in precedenza che tradotto in soldoni significa che l'Atn locale dovrà contare su un taglio dal 10 al 25 per cento. «Se i conferimenti - spiega Bertini - si limiteranno al 10 per cento dovremo rinunciare a 800 mila euro e a tagli analoghi sulle linee. Se invece saliranno a 2 milioni circa salterà circa la metà dei percorsi attuali con i disagi conseguenti per studenti, anziani e chi si serve del bus per lavorare. Saremo costretti a lasciare a piedi tante persone che non hanno ilmezzo privatoe con esse anche tanti autisti. A secodna del taglio dovremo pensare a ridurre il personale di 20 o 40 persone su 215. Dalla Regione sarebbero dovuti arrivare 8 milioni e mezzo. Non possiamo tagliare le corse, pertanto saranno i percorsi andata e ritorno che subiranno il colpo di scure. Ilp roblema è questo - insiste Bertini - se il taglio è del 10 per cento potremo ancora copntenere i disagi. Magari eliminando il trasporto pubblico nelle giornate festive e nelle ore non di punta, magari terminando l'ultima corsa alle 20. Per il personale si potrebbe ricorrere ai prepensionamenti e ad accordi di solidarietà. Se il taglio va sul 25 per cento, invece, sarebbe il caos completo con disagi per tutti e gravi problemi per il personale». Su quali linee operare e dove ridurre le corse sarà una decisione che spetta alla Provincia che con i diversi Comuni deciderà come operare. Intanto l'azienda locale ha un contratto con la Provincia valido fino al 2013. Forti di questo accordo gli enti locali,. Provincia e COmune stano giocando la carta della politica per far sì che la regione chiuda un occhio e sul nostro Atn non faccia cadere la scure, dal mometno che è l'unica azienda in Toscana che ha un accordo siglato in atto. Se la carta della politica fallirà, i cittadini, specialmente quelli residenti in zone meno affollate, potranno dimenticarsi del trasporto pubblico dal momento che le linee meno gettonate saranno soprresse. «Il problema non è solo economico - conclude Bertini - , ma anche sociale». Ai fondi mancati dalla Regione si aggiunge anche la perdita di alcuni servizi: come nel Comune di Bagnone che il servizio di scuolabus è stato affidato a una cooperativa, pare allo stesso prezzo. Da qui un appello dell'amministratore ai vari Comuni che hanno i contratti in scadenza perché abbiano un occhio di riguardo all'azienda pubblica il cui tracollo sarebbe il tracollo per l'intero territorio».