CORREGGIO. La campanella è suonata e si torna sui banchi: un classico titolo che annuncia l'inizio delle scuole, che da quest'anno si troveranno a fare i conti con il decreto legge sulla scuola. L'attenzione è spesso focalizzata sugli istituti scolastici primari e secondari, ma anche le scuole d'infanzia non godono di privilegi. Cos'è cambiato a Correggio quest anno? Da una scuola statale si è passati a due: la Collodi di Fosdondo e la Gigi e Pupa in centro. E se i tagli non si fanno sulle classi, li si fa sull'organico: due bidelli in meno. Nella Gigi e Pupa sono due per tre sezioni; a Fosdondo tre per cinque sezioni. Positivi, invece, i dati relativi alle iscrizioni. Il primo anno della scuola donata da Ottavio Ferrari si inaugurerà con le sezioni piene: ben 75 bambini. Classi miste - con meno del 30% di iscritti immigrati - e 6 gli insegnanti in totale, 2 per ogni sezione. La Collodi aprirà le sue aule a 128 bambini con 10 insegnanti per sezione. Gli orari grazie al rinforzo economico locale saranno dalle 7.30 alle 16 più un prolungamento fino alle 18.30 per entrambe le scuole, sempre grazie all'intervento del Comune. Ma ci sono ansia e attesa per il personale ausiliario per due attività cardine della scuola: il trasporto pomeridiano e il servizio in mensa. Mentre ci si aspetta una risposta affermativa sulla disponibilità del personale ausiliario e un aiuto da parte dell'ente, non si può non pensare a cosa accadrebbe se gli aiuti non arrivassero ma anche se, più semplicemente, un bidello decidesse di non rendersi disponibile. Il personale ausiliario, infatti, con il nuovo decreto non ha veri obblighi di profilo, le loro mansioni risultano come funzioni aggiuntive. «Sul tema scuola, quello che preoccupa Correggio è qualcosaltro - evidenzia Dante Preti, direttore di Isecs - I tagli hanno prodotto problemi legati all'orario scolastico. Le prime classi delle scuole San Francesco D'Assisi e Allegri devono mantenere un monte ore di 27 ore anziché 30. Questo vuol dire che i ragazzi andranno a scuola un sabato sì e uno no». Altri problemi, poi, riguardano i mezzi di trasporto: «Le scuole che hanno le ore di 60 minuti presentano problemi nei giorni in cui hanno 6 ore. In quei giorni i servizi di trasporto non sono garantiti perché gli autobus hanno orari differenti». Poi ci sono gli studenti che presentano handicap fisico. «Nonostante la legge parli di un consolidamento organico di insegnanti per studenti con deficit - spiega Preti - si parla anche di deroghe per chi sia affetto da handicap gravi. Le assegnazioni sono però di un insegnante ogni 2 bambini, senza guardare la gravità. In questo modo non è detto che verranno garantiti i servizi per chi ha un deficit grave. L'ente locale ci può aiutare, però, con i tagli che deve subire si trova sempre in difficoltà».