Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/04/2026
Visitatore n. 753.355



Data: 16/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
«Non siamo per lo scontro ma per il rispetto». Il segretario della Cgil Di Cesare risponde a Campo della Uil

«Gli investimenti in Abruzzo? Nessuno li conosce» E anche la Fismic critica l'atteggiamento di Uilm e Fim

PESCARA. «Noi non siamo per lo scontro, tanto è vero che in questi anni abbiamo fatto ben tre accordi per lo sviluppo dello stabilimento Sevel; al segretario generale della Uil Roberto Campo chiedo invece se lui conosce quali sono gli investimenti Fiat per la Sevel in Abruzzo perché mi risulta che l'azienda faccia finta che anche l'ultimo accordo del 2005 sulle relazioni sindacali non ci sia più». Il segretario regionale della Cgil Gianni Di Cesare non ci sta che la Cgil, così come la Fiom, venga additata come provocatrice nel caldo autunno sindacale che si prevede anche in Abruzzo.
Il suo omologo della Uil ieri sul Centro aveva detto che «la decisione della Fiom-Cgil di tirare Sevel dentro il suo conflitto politico con Fiat va in direzione opposta agli interessi strategici dell'Abruzzo» riferendosi al caso scoppiato nella fabbrica del Ducato con lo sciopero proclamato contro gli straordinari del sabato.
«La Fiom-Cgil», secondo Campo, «non sa, o non vuole, uscire da una catena di errori che l'hanno portata a non firmare tre dei quattro ultimi rinnovi contrattuali dei metalmeccanici, incluso il contratto in vigore».
«A Campo ricordo che nel 2005 abbiamo realizzato con Sevel un accordo che prevedeva l'incremento della produttività compresi gli straordinari di sabato», ribatte Di Cesare, «in quel caso, dato che stavamo anche nella fase della crescita del sistema produttivo, avemmo un forte vantaggio salariale e occupazionale dei precari. Fu un accordo vantaggioso per tutti e con tutti, e la prima che non volle lo scontro era stata la Fiat. Adesso c'è un altro scenario e subiamo due fatti», sottolinea Di Cesare, «il primo è che 1200 precari sono stati mandati via, il secondo è il mancato premio di produzione di luglio». Il segretario Cgil fa notare come anche di fronte a una ripresa del mercato non si conosca nulla sugli investimenti Fiat: «Ad ogni modo occorre ripartire da quell'accordo del 2005 perché contemplava sia gli straordinari sia la riassunzione dei precari. Il problema è conoscere se esistono davvero queste condizioni».
Un'idea su come siano diventate difficili le relazioni sindacali la dà anche una nota firmata da Roberto Di Maulo, segretario generale della Fismic prendendo spunto dal fatto che il suo sindacato sia stato convocato separatamente da Fim e Uilm al tavolo Federmeccanica per discutere delle eventuali deroghe da applicare al contratto 2009 dei metalmeccanici disconosciuto dalla Fiom. «Siamo stati convocati, purtroppo, separatamente per responsabilità esclusiva di Fim e Uilm, che hanno una visione egemonica e superata delle relazioni sindacali e che da sole, senza di noi, non rappresentano neanche la maggioranza degli iscritti e delle Rsu», afferma Di Maulo.
La Fismic sostiene che, senza una precisa clausola di tregua o di responsabilità, simile a quanto concordato nell'accordo di Pomigliano, «la discussione sulle deroghe contrattuali è assolutamente formale e priva di contenuti, come dimostrano gli scioperi indetti da Fim e Fiom alla Ferrari e dalla Fiom alla Sevel».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it