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Pescara, 22/04/2026
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Data: 17/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Braccio di ferro tra Saga e Lo Zaffiro. A rischio la sicurezza dell'aeroporto

Sicurezza a rischio dalla mezzanotte di domani all'Aeroporto d'Abruzzo: la società Lo Zaffiro - cui la Saga ha revocato di recente l'appalto di vigilanza aeroportuale per presunte irregolarità emerse alla verifica dei requisiti - avrebbe annunciato di voler mettere in mobilità i suoi dodici dipendenti addetti all'aeroporto, vale a dire quelli che la Saga aveva trattenuto in regime di prorogatio proprio per garantirsi la copertura continuata del servizio fino all'aggiudicazione del nuovo appalto. Lo Zaffiro ha comunicato la decisione alla Saga con una lettera, motivandola con un principio semplice: è vero che oggi quei 12 vigilantes sono al servizio della società di gestione aeroportuale, ma essendo a tutti gli effetti ancora dipendenti dello Zaffiro, nulla e nessuno impedisce all'azienda di spostarli attraverso la mobilità.
A rivelare quest'ennesimo impiccio ovvero colpo basso a seconda dei punti di vista, è il consigliere comunale Armando Foschi, che a sua volta ha inviato una lettera dai toni allarmati e allarmanti all'indirizzo del presidente della Saga, Carla Mannetti, al presidente della Regione, Gianni Chiodi, al prefetto Vincenzo D'Antuono e al sindaco Luigi Albore Mascia: «L'aeroporto di Pescara rischia di diventare una "no fly zone", cioè un'area con divieto di volo se alla mezzanotte di domani Lo Zaffiro richiamerà dal servizio i suoi addetti per spostarli ad altri incarichi». Evenienza da scongiurare e che ha subito attivato i vertici Saga e l'assessorato regionale ai Trasporti per una soluzione tampone. La presidente Mannetti ha già preso conoscenza del rischio di emergenza e si è detta sicura di poter superare l'ostacolo: «Abbiamo un piano A e, all'occorrenza, anche un piano B. Assumeremo noi i dodici dello Zaffiro dopo che si saranno dimessi». Ma sul piano procedurale la cosa è più complicata. Probabile che si debba ricorrere all'aiuto del Prefetto o all'impiego di agenti delle forze dell'ordine.

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