Nella memoria, ancora il fischio del trenino che lì arrivò, per l'ultima volta, quarantasette anni fa. Davanti agli occhi, una struttura che porta impressi i segni dell'abbandono e le sferzate del tempo. Ma che gli anziani di oggi chiedono, a gran voce, di far rivivere, contro lo spettro dello sventramento: i pensionati raccolti sotto le bandiere dello Spi Cgil e dell'Auser si sono dati appuntamento ieri mattina davanti l'ex Fea, il complesso di edifici che si affaccia sul lungomare nord e che per trentaquattro anni è stata la stazione del trenino elettrico Penne-Pescara. Il sit-in è per dire no all'ipotesi di trasformare l'area in un parcheggio a due passi dal mare, sacrificando alle moderne esigenze del traffico proprio l'icona anzitempo di una mobilità alternativa. E che, pure, fa parte del patrimonio storico della città. «Chiediamo che la struttura possa essere destinata a un centro sociale, per rispondere alle esigenze aggregative degli anziani - spiega Norina Mercuri, segretaria della lega pescarese dello Spi Cgil -: oltre il 30% dei pescaresi ha più di 65 anni». Il pensiero è probabilmente rivolto a Loreto Aprutino, dove lo spazio ex Fea è stato riconvertito a centro di aggregazione.
Spi Cgil e Auser fanno anzitutto quadrato attorno alla conservazione e valorizzazione, via-restyling, degli immobili ex Fea. «Chiediamo che sia tutelato il patrimonio storico, attraverso interventi di ristrutturazione - dice Mercuri -. Per questo siamo contrari all'idea che gli edifici possano essere abbattuti per fare spazio a parcheggi. Già 20 giorni fa abbiamo chiesto un incontro al sindaco Albore Mascia e all'assessore Cerolini Forlini per aprire la discussione, ma non abbiamo avuto risposta. Se non saremo convocati metteremo in piedi altre iniziative». Tra incertezza di proprietà e miopia sulle destinazioni, da anni il complesso ex Fea è un pugno in un occhio sulla riviera pescarese, un altro "ex", come il Cofa, che aspetta di conoscere il suo destino. Di sostanziale proprietà della Regione, ma gestita dalla Gtm, all'area ex Fea guarda ora l'amministrazione comunale per attrezzare parcheggi vista mare, in una città sotto stress da traffico. «Come l'ex Cofa, l'ex Fea è un altro caso di un complesso dove le incertezze di proprietà e competenze frenano le idee di recupero e destinazione per lo sviluppo della città - dice Moreno Di Pietrantonio, capogruppo comunale Pd, presente ieri al fianco dei pensionati -: siamo contrari all'idea del parcheggio e all'eventuale abbattimento delle strutture, che fanno parte del patrimonio storico e come tali vanno conservate». Strutture fatiscenti, che portano i segni dell'abbandono e fatte bersaglio delle intemperie: certo, la messa in sicurezza e il recupero dell'ex Fea richiederebbe una bella fetta di investimenti. Ma in ballo ci sarebbe la sopravvivenza di una delle icone della città veloce. Che proprio con la ferrovia elettrica Penne-Pescara, inaugurata nel 1929, aveva intessuto e accelerato i collegamenti con i paesi dell'entroterra, nella neonata Provincia. «L'ex Fea potrebbe essere destinata ad attività che vadano a qualificare il lungomare, come polo di aggregazione e attrazione turistica - dice il consigliere Pd Enzo Del Vecchio, presente ieri alla manifestazione -: una cerniera tra il centro e il Marina, che potrebbe magari ospitare bar e botteghe artigiane, locali tipici in una zona già valorizzata dal Ponte del Mare. Concordiamo con lo Spi Cgil sulla necessità di aprire la discussione».