"I tagli della finanziaria nazionale rischiano di compromettere servizi e livelli occupativi del trasporto pubblico locale in Sardegna". Lo afferma la Filt-Cgil, dopo un'informativa (datata 8 settembre) in cui l'assessorato regionale ai Trasporti ha quantificato in un dieci per cento in meno le risorse che lo Stato trasferira' alla Sardegna nel 2011. Nessun riferimento al 2012, ma i tagli sono previsti nel biennio.
Nel frattempo, con le delibere del 3 agosto scorso, la Giunta regionale ha ridefinito il sistema tariffario provocando le proteste di studenti, associazioni di consumatori, sindacati. "Ora sappiamo quali sono le ragioni degli aumenti - denuncia il segretario della Filt Alessandro Bianco - e cioe' la notevole riduzione delle risorse (sia regionali che nazionali) e l'assenza di un disegno complessivo attraverso il quale garantire sia il diritto alla mobilita' ai cittadini che l'occupazione del settore".
"A parte il fatto che non e' ancora certo a quanto ammonteranno realmente i tagli, stupisce che la Regione non predisponga un progetto per far fronte alla situazione", protesta Bianco, sottolineando che quel 10 per cento potrebbe addirittura essere una stima per difetto. Nell'informativa si parla di "una razionalizzazione e ottimizzazione dei servizi resi all'utenza tali da garantire i livelli occupazionali e il diritto alla mobilita' dei cittadini".
"Quel che non si dice", sostiene il sindacato, "e' che, a fronte di una spesa regionale complessiva stimata dallo stesso assessorato in 160 milioni di euro all'anno, il taglio di 16 milioni (10 per cento) causera', se non si prenderanno subito provvedimenti adeguati, una riduzione del servizio e del personale. Con grave danno per i lavoratori e per i cittadini".
"La strada intrapresa dalla Regione (che ha tagliato di sei milioni di euro le risorse destinate al settore nella manovra correttiva 2010) e' l'aumento delle tariffe", conclude Bianco. "Ma come fara' fronte alla mancanza di risorse per il 2011 e 2012, quali altri provvedimenti dovra' adottare?"