Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/04/2026
Visitatore n. 753.355



Data: 18/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi: non vengo in aula. E' scontro. Tradita l'operazione trasparenza: ferme al 2008 le consulenze pubblicate sul sito

PESCARA - Dice che non ci sarà, che è meglio così, che vuole fare qualcosa di eclatante per conquistare i titoli dei giornali, una specie di occhio per occhio per tentare di pareggiare i conti: e quindi perchè non provare con una altisonante assenza al consiglio regionale di martedì prossimo, della serie mi noto di più se non vengo o se vengo e me ne sto in disparte? Che sicuramente diventerà un titolo, un titolone. Grosso quanto quello che gli ha affibbiato colpe che non ha, dice amareggiato agli uomini del suo staff. Due giorni dopo le notizie sulle inchieste che avrebbero coinvolto i piani alti della politica, Gianni Chiodi è ancora fuori di sè. E dopo aver incassato la solidarietà del suo partito confida ai suoi consiglieri che non ci pensa nemmeno a presentarsi in aula la prossima settimana, e non fa niente se all'ordine del giorno c'è la ricostruzione post terremoto che lo riguarda come presidente di Regione e come commissario alla ricostruzione, niente da fare non ci sarà. Non prima di essere interrogato dalla procura antimafia che lo ha convocato come persona informata dei fatti sugli appalti del G8 all'Aquila, sempre la prossima settimana. Annuncia che parlerà fuori dall'aula, prima dell'inizio dei lavori e poi via a lavorare nel suo ufficio. Nanni Moretti docet, appunto.
Una decisione che rischia di mandare all'aria il consiglio straordinario del pomeriggio dove in realtà più che di ricostruzione si parlerà di Abruzzo engineering. L'assenza di Chiodi scatena malumori nella maggioranza e anche nell'opposizione che interpreta l'assenza come una fuga dalle responsabilità, un'occasione per dribblare risposte che Pd e Idv aspettano da mesi. «Ma dove si è mai visto - si chiede il capogruppo democrat Camillo D'Alessandro - che un presidente di Regione si rifiuti di partecipare a un consiglio regionale straordinario che di certo rappresenta anzitutto un dovere, ma anche una occasione per chiarire fatti che attengono all'attività della Regione e ai rapporti tra Stati e Castiglione con Abruzzo engineering?». Questa sì un'inchiesta vera e imbarazzante per la maggioranza pidiellina. Basterebbe poco, pochissimo, aggiunge D'Alessandro: «Basterebbe che Daniela Stati spiegasse come mai da assessore in carica si rivolgeva direttamente al collega di studio del presidente Chiodi visto che, come più volte affermato dallo stesso presidente di Regione, non esiste alcun contratto col dottor Carmine Tancredi?». D'Alessandro quindi chiede che Chiodi faccia una volta per tutte chiarezza: «Esiste o non esiste qualche contratto o incarico tra la Regione e il suo collega di studio? O tra il suo collega di studio e qualche società partecipata dalla Regione. Se Chiodi non parteciperà al consiglio vorrà dire che non vuole rispondere a questa domanda».
La risposta in realtà sarebbe semplicissima: basterebbe andare a spulciare nel sito della Regione nel link "Operazione trasparenza" per scoprire i nomi di tutti i consulenti come prescrive la legge. Di quelli della Regione e di quelli delle aziende controllate. Un adempimento obbligatorio per gli enti pubblici, secondo quanto stabilisce la legge del gennaio 2008. E che la Regione Abruzzo ai tempi di Ottaviano del Turco si decise a pubblicare dopo un'abile resistenza (con tanto di lettere dei dirigenti che si appellavano a inesistenti divieti ministeriali per non fornire i dati ai giornalisti), solo dopo l'apertura di un'inchiesta da parte della procura di Pescara. Cambia il colore dei governi ma non l'abitudine, e adesso anche la giunta Chiodi fa melina: l'elenco dei consulenti della Regione è fermo al 2008, e quello delle società partecipate addirittura finisce col primo semestre del 2008. Alla faccia della trasparenza.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it