TERAMO. Metti una sera di fine estate a piazza Sant'Anna alla prima festa democratica provinciale del Pd. Bandiere, stand, porchetta e dibattiti, il tutto, ironia della sorte, sotto casa del governatore Chiodi. Sul palco i big della politica locale, sotto un pubblico sonnacchioso - un centinaio di persone - quasi tutto over 50, con pochi giovani e lo zoccolo duro dei militanti storici.
Una sorpresa è quel che manca per scuotere gli animi. Eccola. E' l'arrivo di Luciano D'Alfonso, ex sindaco del Pd ed ex segretario regionale del partito uscito di scena dopo la bufera giudiziaria che lo vede indagato per concussione.
Fa il suo ingresso in piazza al fianco di Donato Di Matteo, ex presidente dell'Aca (azienda acquedottistica pescarese) ed ex consigliere regionale dei Ds. D'Alfonso a Teramo è davvero una sorpresa. «Quasi per tutti, ma non per me», spiega il consigliere regionale del Pd Claudio Ruffini, amico intimo di D'Alfonso, al suo fianco in prima fila a seguire il dibattito. Sono loro i due volti che scuotono il partito nel giorno della festa.
Ruffini da un lato, con la sua recente adesione al movimento di Nichi Vendola, tanto che qualcuno ironicamente gli chiede come mai non si sia messo l'orecchino. E poi c'è D'Alfonso, dall'altra parte, che fa parlare tutti anche solo per il fatto di esserci, e magari, chissà, anche in vista di un suo rientro in prima linea nella politica regionale.
Queste le voci che corrono tra la folla, sul palco va in scena invece la prima serata della festa, dedicata al lavoro e alla crisi, le due piaghe di una provincia che si scopre sempre più stretta nella morsa di disoccupazione e cassa integrazione. Ospite d'onore è il senatore Luigi Zanda, vicepresidente del Pd al Senato che lancia un appello all'unità del partito («Serve un Pd unito, basta divisioni»). Sul palco con lui i senatori Giovanni Legnini e Giancarlo Sangalli; Ernino D'Agostino, Marco Verticelli, Giuseppe Di Luca accanto a Nicola Mattoscio, docente di economia, Gaetano De Lauretis, amministratore della Sagem, Gloriano Lanciotti, direttore della Cna, Emanuela Loretone (Filtea Cgil) ed Esvezia Cianci, operaia del tomaificio Join di Sant'Atto. Tutte le facce, insomma, del lavoro che non c'è.
In prima fila c'è poi tutto lo stato maggiore del Pd locale: Alberto Melarangelo, Robert Verrocchio, Stefania Ferri, Camillo D'Alessandro, Luciano Monticelli, Giacomo Di Pietro, Manola Di Pasquale, Tommaso Ginoble, Renzo Di Sabatino e Gianni Melilla (ex Ds, ora esponente di Sel).
Oggi la festa continua: alle 18,30 si parlerà di sanità in un dibattito - moderato dal direttore del Centro Roberto Marino - che vedrà tra gli ospiti il senatore Ignazio Marino.