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Pescara, 23/06/2026
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Data: 19/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
C'era una volta la strada parco

Gentile direttore, c'era una volta a Pescara una strada chiamata «parco», dove i bambini giocavano liberi lontano dal traffico, dove gli anziani si incontravano e si relazionavano tranquillamente seduti sulle panchine all'ombra degli alberi, dove gli sportivi facevano jogging o pattinavano, dove le famiglie passeggiavano indisturbatamente a piedi o in bici, dove il mercoledì mattina si svolgeva un mercato veriopinto, in cui tanta gente si recava. Quella strada era stata costruita al posto della ferrovia, che aveva tagliato in due la città per decenni. Quando fu consegnata alla cittadinanza, sembrava di essere immersi in una scenografia di un film: aiuole, panchine, lampioni, senza automobili, tutta per noi cittadini desiderosi di tornare ad un'epoca in cui si viveva con semplicità e naturalezza. Com'erano fortunati i Pescaresi a possedere tale tesoro, come lo sono i Parigini, i Lucchesi, i Valenciani e chissà quanti altri esempi esistono e invito chi li conosce a portarli alla ribalta. E non è pensabile, come invece si ama credere qui, che solo i parigini dei pressi di Place de la Bastille usufruiscano della Promenade Plantée, o solo i Lucchesi che abitano a ridosso delle mura usufruiscano del mirabile camminamento o i Valenciani che vivono lungo il greto del fiume usufruiscano degli spazi offerti. Ritengo che a nessun amministratore venga in mente di privare di tali oasi queste città fortunate.
Abruzzesi, italiani, cittadini del mondo venite a conoscere il nostro tesoro che ci vogliono togliere, cosicchè ciò che c'era una volta non ci sarà più. Arriverà un filobus, dal tenero nome di «Filò», lungo metri 18 e mezzo, che collegherà la stazione di Pescara con i grandi alberghi di Montesilvano, con annessa una imponente/opprimente e purtroppo irreversibile struttura fatta di pali, archi di ferro e fili elettrici aerei, i quali in cambio del bene tolto ci daranno un bell'inquinamento elettromagnetico e un notevole impatto ambientale.
Federica Tedeschi E.mail

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