ROMA. Il governo chiede sacrifici alle regioni e l'Abruzzo dovrà fare tagli per 26,6 milioni di euro. Lombardia e, a sorpresa, Campania sono le regioni a statuto ordinario che pagheranno di più, in termini di tagli, per la manovra correttiva 2007. L'Abruzzo dovrà ridurre le proprie spese di 26,6 milioni di euro. La "classifica" delle regioni più sotto pressione emerge dai dati forniti ieri dalla Corte dei Conti durante l'audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla Finanziaria 2007 e proprio nel giorno in cui province e comuni "strappano" invece al Governo uno "sconto" di circa 600 milioni al limite imposto alla crescita della spesa e un importante aumento del limite per l'indebitamento durante un vertice a Palazzo Chigi.
Secondo la magistratura contabile nel caso delle Regioni la correzione prevista va inoltre ad intervenire «su un quadro tendenziale che, nella ricostruzione del Governo non sembra presentare andamenti particolarmente pronunciati: la crescita della spesa complessiva è del 3,3% rispetto al 2006 (in termini nominali) e risente soprattutto della dinamica dei trasferimenti alle aziende sanitarie ed ospedaliere regionali». Il che è come dire che infondo le regioni non aumenteranno la spesa in modo tanto sensibile e che comunque l'incremento servirà a coprire le spese per gli ospedali.
Tanto che al netto di questa voce l'incremento previsto sarebbe dell'1,5%. Sta di fatto che complessivamente lo Stato chiede alle regioni una contrazione di spesa di 1,1 miliardi per il prossimo anno rispetto a una spesa corrente complessiva di 90,8 miliardi.
Dopo la Lombardia, che in base alla manovra potrebbe subire una riduzione di 177,6 milioni di euro, si piazza la Campania che dovrà «risparmiare» 144,4 milioni.
In coda alla classifica sono le regioni più piccole: il molise, che dovrà ridurre le proprie spese di 13,3 milioni, l' Umbria di 25,7 milioni, l' Abruzzo di 26,6 milioni e la Basilicata di 31,3 milioni.