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Pescara, 23/06/2026
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Data: 19/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Sevel, scontro senza fine. La lotta agli straordinari. La Fiat: adesione del 29%. Il sindacato: no, del 70%. Guerra di cifre sullo sciopero e la Fiom proclama altri stop

ATESSA. Il copione è lo stesso di una settimana fa. Per la Fiom lo sciopero di ieri alla Sevel, in occasione del secondo sabato straordinario, è un successo. Per la Fiat, invece, è quasi un flop. Si ripete la «guerra di cifre» su quanti operai hanno disertato il posto di lavoro nello stabilimento di Atessa, dove viene prodotto il furgone Ducato e i suoi omologhi a marchio Peugeot e Citroen.
Secondo il sindacato delle tute blu della Cgil il 70% dei dipendenti ha incrociato le braccia, mentre per la Fiat la percentuale è anche inferiore di un punto a quella di sabato scorso. «Ha scioperato il 29% degli operai, i fedelissimi della Fiom», dichiara da Torino Franco Sodano, responsabile delle relazioni esterne Fiat.
Con i metalmeccanici della Cgil hanno però aderito alla protesta anche Failms-Cisal e gli ex Cobas dell'Usb (Unione sindacale di base). Tutti sindacati compatti nel contestare la decisione dell'azienda di ricorrere ai quattro sabati di lavoro straordinario: «Perché la Sevel non ha pagato il saldo di 600 euro del premio di risultato e non riapre il confronto sul reintegro dei 1200 precari licenziati».
Di mezzo c'è anche la protesta contro la disdetta del contratto nazionale di categoria del 2008 da parte di Federmeccanica, questione che è stata al centro di un altro sciopero, proclamato venerdì.
«E' andata bene anche oggi (ieri per chi legge ndc), tanto è vero che la produzione a fine giornata si è attestata sui 170 furgoni a fronte dei 340 preventivati», commenta Marco Di Rocco, segretario provinciale Fiom, riferendosi all'adesione: «La prossima settimana organizzeremo altri scioperi, ciascuno di 2 ore, anche nei giorni feriali e promuoveremo assemblee aperte anche ai lavoratori delle aziende dell'indotto».
La Fiom, comunque, dichiara di essere «pronta al confronto con la Sevel, ma sulla base degli accordi sull'occupazione sottoscritti nel 2005 e da tempo disattesi».
«Il fatto che gli operai con contratto a tempo indeterminato scioperino per l'assunzione dei precari è un importantissimo atto di solidarietà e civiltà in un'epoca di egoismo dilagante. Politica e istituzioni dovrebbero sostenere tale rivendicazione invece di nascondersi nel silenzio» commentano Maurizio Acerbo e Marco Fars, consigliere e segretario regionale di Rifondazione.
Lo scontro, intanto, promette di inasprirsi. L'Usb, infatti, replica al segretario della Fim-Cisl, Domenico Bologna, il quale aveva teso la mano alla Fiom ma non ai sindacati di base «perché con loro non c'è discussione». «Ci preme ricordare che il nostro rappresentante Fabio Cocco ha il diritto-dovere di partecipare ai negoziati, Bologna, fulminato sulla via di Marchionne, dovrebbe spiegare perché il suo sindacato firma accordi che penalizzano diritti e salari».

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