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Data: 21/09/2010
Testata giornalistica: Il Tirreno
Aziende al verde, bus verso lo stop. L'allarme della Regione: così il governo cancella il trasporto pubblico

VIAREGGIO. Pendolari, non c'è un euro. L'assessore regionale Luca Ceccobao, in Versilia con tutta la giunta ed il presidente Rossi, fa il punto sul futuro del trasporto pubblico. E vede buio. Dati i tagli del governo, spiega, «non sappiamo come fare a garantire mobilità e posti di lavoro». La sforbiciata in totale ammonta, per la Toscana, a 320 milioni nel 2011 e 350 milioni nel 2012. Di questi, 220 milioni sono imputabili al capitolo trasporto pubblico «con trasferimento alle Province di 200 milioni». Il conto è presto fatto: «Stando così la situazione forse non saremo in grado di rispettare il contratto di servizio con Trenitalia, in scadenza nel 2014, e non sappiamo come provvedere al trasporto su gomma in tutta la regione». Senza contare che in bilico ci sono ben seimila posti di lavoro. Ceccobao parla di «taglio lineare che coinvolge tutti i territori. Una situazione eccezionale, nella quale viene completamente cancellato un servizio e contemporaneamente si lede il diritto fondamentale alla mobilità». Le Province ed i cittadini battono cassa alla Regione. Ma Ceccobao rimanda la protesta all'indirizzo di Roma: «Deve essere chiaro in quali condizioni li sta mettendo il governo centrale. Tagli ai bus subito, mentre i risparmi sui ministeri saranno rinviati al prossimo anno». Così stando le cose, «il rischio è quello di dover cancellare il trasporto pubblico locale». La Toscana ha già organizzato una riunione di tutti gli assessori ai trasporti del Centro-Italia alle prese con lo stesso problema e proverà a convincere la Commissione trasporti della Conferenza Stato-Regioni, riunita mercoledì prossimo, che il salasso operato mette in ginocchio studenti, lavoratori pendolari, anziani. Tutti coloro che usano una mobilità alternativa a quella privata, verso la cui riduzione il pianeta dovrebbe tendere in nome degli impegni presi per salvare ambiente e salute. All'attenzione della Regione, il presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli (che Ceccobao ha voluto al suo fianco nell'incontro con le categorie e gli enti della Versilia) ha portato l'esempio di quanto sta avvenendo proprio in Lucchesia: «Avevamo appena trovato un accordo con l'azienda dei trasporti evitando l'arbitrato che le altre Province toscane, invece, hanno dovuto affrontare. E siamo arrivati a mettere in piedi una nuova gara d'appalto. Che abbiamo dovuto sospendere a causa dell'annuncio del mancato trasferimento da parte della Regione a sua volta colpita dal provvedimento del Governo. Il risultato è che non siamo più in grado di garantire il trasporto pubblico in tutta la provincia». Almeno a partire da gennaio 2011, viste le cifre fornite da Baccelli: «Le simulazioni mi dicono che in quota annua vado a perdere dai sette agli otto milioni di euro. A fronte di 20-22 milioni della gara attuale. Così stando le cose, ad ora, una soluzione non c'è». L'alternativa, suggerita dalla stessa Regione, è puntare sul treno: «Ma come faccio a sopprimere l'autobus che va a Firenze - è la domanda posta da Baccelli - se per arrivare nel capoluogo con Trenitalia ci metto un'ora e quaranta? E chi è che può considerare efficiente la Lucca-Aulla nelle condizioni in cui versa? Per puntare sulla ferrovia servono investimenti. Subito».

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