Iscriviti OnLine
 

Pescara, 23/06/2026
Visitatore n. 755.269



Data: 21/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alitalia, i sindacati vogliono chiarezza. Lettera a Sabelli: non si può vendere una compagnia che ancora non è stata pagata

ROMA Ora i sindacati pretendono chiarezza. I duemila esuberi e le esternalizzazioni che Alitalia intenderebbe attuare hanno messo in allarme le confederazioni che intendono capire se si tratta di un progetto o di "voci" senza fondamento. Il ministro del Welfare Sacconi ha affermato di «non aver ricevuto alcuna comunicazione, anzi l'azienda ha smentito e quindi ritengo che l'informazione debba restare ai fatti». Ma le organizzazioni dei lavoratori chiedono «trasparenza» e un incontro con il governo.
«Non si può iniziare a vendere un'azienda che non si è neppure cominciata a pagare». È quanto scrivono Roberto Giordano della segreteria Cgil Roma e Lazio e Stefano Monticelli della segreteria Filt Cgil Roma e Lazio in una lettera aperta all'amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli. «È di ieri l'altro la notizia del Corriere della Sera di 2.000 esuberi e di esternalizzazioni di attività, in Alitalia. Avevamo ragione noi, quindi su Alitalia, quando il 10 settembre 2010 scorso avevamo dato l'allarme sull'assenza di un reale rilancio di Alitalia, sia dal lato dell'operativo che da quello dei conti». La lettera aperta prosegue sulla questione degli esuberi. «Secondo l'articolo in Alitalia sarebbero stati assunti 2.000 lavoratori in più in 20 mesi, 100 lavoratori al mese, senza ulteriori indicazioni su chi o che cosa avrebbe costretto lei - aggiungono i due sindacalisti Cgil - che si è presentato come l'uomo nuovo delle relazioni industriali, ad assumerli quelle 100 persone in più. Anche in questo, non solo nei conti, la sua Alitalia sarebbe in continuità con quella della prima repubblica». Nella nota le organizzazioni sindacali invita l'amministratore delegato di Alitalia «a fare chiarezza su questo aspetto», sottolineando che «appena 20 mesi fa Cai ha chiesto quello che le serviva per il rilancio. Ha stabilito il numero dei dipendenti con i quali ripartire; ha sottoscritto nuovi contratti di lavoro, i meno gravosi in questo settore; ha fissato il perimetro aziendale. Poi ha lasciato ai cittadini i debiti, avendo ottenuto dallo Stato sgravi e incentivi per decine di milioni e sospensione di leggi».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it