Iscriviti OnLine
 

Pescara, 23/06/2026
Visitatore n. 755.269



Data: 21/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sevel, «basta terrorismo psicologico». Parole pesanti di Bologna della Fim Cisl contro la posizione della Cgil

Lanciano. È muro contro muro tra i sindacati. «Indire lo sciopero per il mancato premio non ha senso»

LANCIANO - «Pura propaganda e terrorismo psicologico»: arrivano parole pesanti da parte del segretario provinciale della Fim-Cisl, Domenico Bologna, nei confronti della Fiom-Cgil sul "caso" Sevel. Pomo della discordia la richiesta della direzione Sevel di quattro giornate di lavoro straordinario al sabato, di cui due già effettuate. A tale richiesta, la Fiom-Cgil ha risposto con altrettanti scioperi, mentre la Fim-Cisl e Uil-Uilm hanno aderito allo straordinario. In sintesi, la Fiom sostiene che non si possono tenere a casa 1.500 precari, non pagare il premio di risultato e poi chiedere il lavoro straordinario al sabato. Cisl e Uil replicano che non si può dire no in modo pretestuoso a un momento di ripresa e che la Fiom vuole far entrare nella fabbrica del Ducato lo scontro politico nazionale, contro gli interessi dei lavoratori.
«Il muro contro muro - dice il segretario Fim, Domenico Bologna - non darà una risposta ai precari. In passato abbiamo stabilizzato migliaia di posti di lavoro con una chiara strategia sindacale. Indire, poi, lo sciopero in Sevel, come fa la Fiom, per il mancato premio di risultato non ha senso perché la questione, come tutti sanno, riguarda l'intero Gruppo Fiat, e non solo la Sevel: quindi, tutto si riduce a una notevole e inutile perdita economica per i lavoratori già massacrati da un anno di crisi in cui la cassa integrazione ha pesato sulle tasche di tutti». E aggiunge Bologna: «Cercare di omologare la Sevel all'accordo di Pomigliano, dove lo stabilimento era chiuso e grazie all'accordo di Fim e Uilm avrà un futuro, fa parte del disegno politico e propagandistico della Fiom che, pur sapendo che per la Sevel gli investimenti sono stati già fatti (156 milioni nel 2008), porta i lavoratori allo sbaraglio. Ribadiamo che in Sevel non sono stati toccati i diritti dei lavoratori e nessuna discussione è in programma».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it